Visto il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, emanato con il decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, e, in particolare, il suo articolo 205, comma 2, nella parte in cui prevede che le materie di insegnamento negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore sono determinate, con il relativo quadro orario, con uno o più regolamenti, da adottarsi, secondo la procedura prevista dall’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del tesoro, e che i programmi di insegnamento sono definiti con decreto del Ministro della pubblica istruzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13;
Visto il decreto ministeriale 334 del 24 novembre 1994, con cui sono state determinate le nuove classi di concorso a cattedre, a posti di insegnante tecnico-pratico ed a posti di insegnante di arte applicata;
Considerata l’esigenza di ammodernare il piano di studio, con il relativo quadro orario, ed i programmi di insegnamento degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale, in relazione all’evoluzione delle tecnologie ed alla trasformazione delle produzioni industriali nel settore della chimica, nonché alla rilevanza acquisita dai rapporti tra produzione industriale, ambiente e salute;
Sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione che, nell’adunanza del 19 luglio 1994, ha espresso parere favorevole alla istituzionalizzazione del nuovo piano di studio, con il relativo quadro orario, e dei nuovi programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale “Deuterio” già largamente attuato, in sostituzione di quelli stabiliti dai decreti del Presidente della Repubblica n. 1222 del 1961 sopra citato;
Visto l’art. 17, commi 3 e 4 , della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentito il parere del Consiglio di stato espresso nell’Adunanza generale del 6 aprile 1995;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n.400 del 1988 (nota n.............del ...............................);
DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO
E M A N A
il seguente regolamento concernente la sostituzione dei piani di
studio e degli orari vigenti nel triennio degli istituti tecnici industriali ad
indirizzo chimica industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica
30 settembre 1961, n. 1222.
Articolo 1
1. A decorrere dall’anno scolastico 1995/96 il piano di studio ed il relativo quadro orario, che il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222 stabilisce per gli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale, ora denominato indirizzo chimico, sono sostituiti con quelli indicati negli allegati al presente regolamento, che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Con apposito decreto sono definiti i relativi programmi di insegnamento.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma,
IL MINISTRO DEL TESORO
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Registrato alla Corte dei Conti il
Registro n. foglio n.
Regolamento concernente la sostituzione dei piani di studio e
degli orari vigenti nel triennio degli istituti tecnici industriali ad
indirizzo chimica industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica
30 settembre 1961, n. 1222.
Obiettivi curricolari pag. 2
Quadro orario pag. 7
Area di progetto pag. 10
Sostituzione dei programmi di insegnamento vigenti
nel triennio degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica
industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre
1961, n.1222.
VISTO il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, emanato con il decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, e, in particolare, il suo articolo 205, comma 2, nella parte in cui prevede che le materie di insegnamento negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore sono determinate, con il relativo quadro orario, con uno o più regolamenti, da adottarsi, secondo la procedura prevista dall’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del tesoro, e che i programmi di insegnamento sono definiti con decreto del Ministro della pubblica istruzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13;
Visto il regolamento emanato con decreto n°...................del.........................., adottato di concerto con il Ministro del Tesoro, con il quale è determinato il nuovo piano di studio, con il relativo quadro orario, degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale;
Considerata l’esigenza di provvedere alla conseguente ridefinizione dei programmi di insegnamento dei predetti istituti tecnici;
Sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione che, nell’adunanza del 19 luglio 1994, ha espresso parere favorevole alla istituzionalizzazione del nuovo piano di studio, con il relativo quadro orario, e dei nuovi programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale “Deuterio” già largamente attuato, in sostituzione di quelli stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1222 del 1961, sopra citato;
D E C R E T A :
Articolo 1
1. A decorrere dall’anno scolastico 1995/96 i programmi di insegnamento, che il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222, stabilisce per gli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale, ora denominato indirizzo chimico, sono sostituiti con quelli definiti negli allegati al presente decreto, che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Il presente decreto è soggetto ai prescritti controlli di legge.
Roma,
IL MINISTRO
Sostituzione dei programmi di insegnamento vigenti nel triennio degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chiomica industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222
Indice
Educazione Fisica pag. 1
Lingua e Lettere Italiane pag. 6
Storia pag. 16
Lingua straniera pag. 28
Matematica pag. 37
Economia Industriale ed elementi di Diritto pag. 44
Chimica Fisica pag. 48
Chimica organica, bio-organica, delle pag. 59
fermentazioni e laboratorio
Analisi chimica, elaborazione dati e pag. 67
laboratorio
Tecnologie chimiche industriali, principi di pag. 80
automazione
e di organizzazione industriale
Verifica e valutazione pag. 93
OBIETTIVI CURRICOLARI
Obiettivo del curricolo è definire una figura professionale capace di inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello dell’organizzazione del lavoro.
Caratteristiche generali di tale figura sono :
- versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento;
- ampio ventaglio di competenze, unite a capacità di orientamento di fronte a problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della professione;
- capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi.
L' obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i problemi in termini sistemici, basata su essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline specifiche dell’ indirizzo, integrate da un buon livello di cultura generale, da organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacità valutative delle strutture economiche della società attuale, con particolare riferimento alle realtà aziendali.
Per le peculiari caratteristiche delle realtà produttive in cui dovrà inserirsi, il Perito Industriale per l’ Indirizzo Chimico oltre a conoscere i principi fondamentali di tutte le discipline necessarie per una formazione di base nel settore chimico deve essere preparato , nell’ambito del proprio livello operativo, a :
- partecipare con personale responsabile contributo al lavoro organizzato e di gruppo, accettando ed esercitando il coordinamento;
- documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici e organizzativi del proprio lavoro;
- svolgere un'attività autonoma di aggiornamento onde adeguare la propria preparazione al continuo evolversi della tecnica e delle necessità di mercato;
- valutare nella loro globalità le problematiche connesse alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela della salute.
Deve inoltre aver sviluppato sufficienti capacità per affrontare situazioni problematiche in termini sistemici, scegliendo in modo flessibile le strategie di soluzione; in particolare, grazie anche al possesso di capacità linguistico-espressive e logico-matematiche deve avere capacità:
- di interpretazione e di orientamento nella realtà quotidiana e nel mondo circostante;
- di correlare i contenuti della chimica con le relative applicazioni tecnologiche e con i problemi legati alla qualità della vita e dell’ambiente;
- di lettura ed interpretazione di disegni di impianti chimici;
- di utilizzo degli strumenti informatici e di strumentazioni scientifiche;
- di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione ed al controllo dei processi chimici industriali.
PROFILO
PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE
PER L’INDIRIZZO CHIMICO
Le competenze del Perito Industriale per l’Indirizzo Chimico lo pongono in grado di svolgere le seguenti attività professionali:
- tecnico di laboratorio di analisi adibito a compiti di controllo nei settori: chimico, merceologico, biochimico, farmaceutico, chimico-clinico, bromatologico, ecologico e dell'igiene ambientale;
- tecnico addetto alla conduzione e al controllo di impianti di produzione di industrie chimiche;
- operatore nei laboratori scientifici e di ricerca.
Come tale dev'essere in grado di operare nelle varie fasi del processo analitico sapendone valutare le problematiche dal campionamento al referto, di operare come addetto agli impianti anche con competenze sul loro controllo, di inserirsi in un gruppo di progettazione e di partecipare all'elaborazione e realizzazione di sintesi industriali di prodotti di chimica fine.
INNOVAZIONI CURRICOLARI
Le
più evidenti innovazioni del curricolo, che sostituisce gli obsoleti piani di
studio previsti nel D.P.R. 30/09/61, n.1222 per l’indirizzo Chimico sono:
- l'ampliamento degli spazi orari destinati a Matematica, Inglese, Economia industriale con elementi di diritto (presenti fino all'ultimo anno), ritenuto essenziale per l'espletamento delle potenzialità di formazione globale di queste discipline, anche in relazione al livello di professionalità che si intende realiz- zare;
- una diffusa presenza delle attività pratiche previste anche per discipline che finora non ne fruivano, quali la chimica fisica e le tecnologie industriali, onde fornire occasioni di verifica e di ricerca sperimentale;
- una diversa distribuzione dei grandi temi delle materie professionali tale da assicurare nel terzo e quarto anno del corso una preparazione di base polivalente sulla quale fondare, nel quinto anno, lo studio di argomenti applicativi opportunamente selezionati;
- la revisione e l’aggiornamento dei programmi di tutte le discipline, sia sotto il profilo dei contenuti, sia per quanto riguarda una migliore e più puntuale definizione degli obiettivi didattico-metodologici di ciascun insegnamento;
- l’introduzione della “Area di progetto” per l’attuazione nell’ambito della programmazione didattica, di progetti multidisciplinari che coinvolgano alcune o tutte le discipline, dedicando ai temi da sviluppare una parte del monte ore annuo delle lezioni.
I programmi di insegnamento sono formulati per grandi linee, nel rispetto del margine di scelta indispensabile per la programmazione autonoma da parte delle singole scuole. Questa impostazione risponde, peraltro, anche all'esigenza di adeguare l'insegnamento al progresso scientifico e tecnologico, particolarmente rapido nel settore. Solo in alcuni casi, relativi a materie nuove o profondamente rinnovate, si è preferito elencare i contenuti con maggior dettaglio e fornire indicazioni metodologiche piuttosto estese.
E’ comunque indispensabile che tutti gli insegnamenti si sviluppino attraverso un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di ricerca sperimentale e sistematizzazione.
Fondamentale si ritiene anche il coordinamento nell’accertamento delle conoscenze e delle capacità operative acquisite, per cui è opportuno organizzare prove pluridisciplinari e interdisciplinari in tutto l’arco del triennio, senza escludere per questo le necessarie verifiche per le singole materie.
E’
essenziale per ciascun insegnante l’attenta lettura di questa premessa e delle
indicazioni relative ai programmi di tutte le discipline (non solo della
propria), per giungere ad acquisire una visione globale del curricolo.
QUADRO ORARIO
E
COSTITUZIONE DELLE CATTEDRE
QUADRO ORARIO
INDIRIZZO CHIMICO
QUADRO ORARIO
INDIRIZZO CHIMICO
|
Discipline del piano di studi |
Ore settimanali per anno di corso |
Prove di esame (a) |
Classi di concorso |
|||
|
|
3º |
4º |
5º |
|
D.M. 3/9/92 |
D.M. 24/11/94 |
|
Educazione fisica |
2 |
2 |
2 |
P. O. |
XXXV |
29/A |
|
Religione/Attività Alternative |
1 |
1 |
1 |
- |
- |
- |
|
Lingua e lettere italiane |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
LXVI |
50/A |
|
Storia |
2 |
2 |
2 |
O. |
LXVI |
50/A |
|
Lingua straniera |
3 |
3 |
2 |
S.O. (b) |
LXII |
46/A |
|
Matematica |
4 |
3 |
3 |
S.O. |
LXIII |
47/A |
|
Economia Ind.le con elem.di diritto |
- |
2 |
2 |
O. |
XXV |
19/A |
|
Chimica fisica e laboratorio |
5 (2) |
3 (1) |
3 |
O. |
XV-XXIII/C |
13/A-24/C |
|
Chimica organica, bio-organica, delle fermentazioni e laboratorio |
5 (3) |
6 (3) |
3 (2) |
O.P. (c) |
XV-XXIII/C |
13/A-24/C |
|
Analisi chimica, elaborazione dati e laboratorio |
8 (6) |
6 (4) |
8 (8) |
O.P. |
XV-XXIII/C |
13/A-24/C |
|
Tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale |
3 (2) |
5 (2) |
7 (3) |
S/G. O. |
XVII-XXIII/C |
13/A-24/C |
|
Area di progetto * * * |
||||||
|
Totale ore settimanali |
36 |
36 |
36 |
|
|
|
(a) S.
= scritta; O. = orale; S/G. = scritto-grafica; P. = pratica.
(b) Nel
quarto e quinto anno la prova è solo orale.
(c) Nel
quinto anno la prova è solo orale.
* All'area
di progetto, che rappresenta un indispensabile momento di sintesi da
realizzarsi con una attività progettuale interdisciplinare, deve essere
destinato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle
discipline coinvolte in questa attività.
N.B. Tra
parentesi sono indicate le ore di
lezione da effettuarsi con il supporto del laboratorio.
|
|
PROSPETTO DI COSTITUZIONE DELLE
CATTEDRE INDIRIZZO CHIMICO |
||||
|
Classi di concorso D.M. 3/9/92 |
Classi di concorso D.M. 24/11/94 |
Discipline del piano di studi |
Classi |
Ore |
|
|
LXVI/A |
50/A |
LINGUA E LETTERE ITALIANE, STORIA |
NELLA III,IV E V CLASSE DI UN CORSO |
15 ORE |
|
|
LXII/A |
46/A |
LINGUA STRANIERA |
NELLA III, IV E V CLASSE DI DUE CORSI |
16 ORE |
|
|
XXV/A |
19/A |
ECONOMIA INDUSTRIALE CON ELEMENTI DI
DIRITTO |
NELLA IV E V CLASSE DI QUATTRO CORSI |
16 ORE |
|
|
LXIII/A |
47/A |
MATEMATICA |
NELLE CLASSI DI UN CORSO E IN DUE CLASSI
DI UN ALTRO CORSO |
17 o 16 ORE |
|
|
XV/A |
13/A |
ANALISI CHIMICA, ELABORAZIONE DATI E LAB. CHIMICA FISICA E LAB. |
NELLA III CLASSE DI UN CORSO NELLA III E IV O V
CLASSE DI UN CORSO |
16 ORE |
|
|
XV/A |
13/A |
ANALISI CHIMICA, ELABORAZIONE DATI E LAB. CHIMICA FISICA E LAB. |
NELLA IV E V CLASSE DI UN CORSO NELLA IV O V CLASSE DI UN CORSO |
17 ORE |
|
|
XV/A |
13/A |
CHIMICA ORGANICA, BIO-ORGANICA, DELLE
FERMENTAZIONI E LAB. |
NELLA III, IV E V CLASSE DI UN CORSO E IN
UNA PRIMA O SECONDA CLASSE DEL BIENNIO |
17 ORE |
|
|
XVII/A |
13/A |
TECNOLOGIE CHIMICHE IND.LI, PRINCIPI DI
AUTOMAZIONE E DI ORGANIZZAZIONE IND.LE |
NELLA III, IV E V CLASSE DI UN CORSO |
15 ORE |
|
La cattedra che abbina l’insegnamento delle Analisi e della Chimica fisica nella classe terza di un corso permette di realizzare concretamente, anche a livello di laboratorio, l’attuazione di un progetto pluridisciplinare.
Il docente titolare di detta cattedra riassume in sè le caratteristiche di continuità di sviluppo e di approfondimento dei grandi temi della Chimica generale già affrontati, se pur con ottica diversa, nel biennio, e rappresenta una figura che, pur altamente professionale, può costituire un punto di riferimento per lo studente, sviluppando con la stessa classe un cospicuo monte ore di lavoro ed affrontando svariati temi di interesse comune ad altre discipline di indirizzo.
Al fine di mantenere la continuità didattica per l’insegnamento di chimica fisica in quarta e quinta, in un anno scolastico il docente di analisi chimica di terza insegnerà chimica fisica in terza e quarta, nell’anno successivo in terza e quinta; analogamente il docente di analisi chimica di quarta e quinta insegnerà chimica fisica in quinta e nell’anno scolastico successivo in quarta.
La cattedra di Chimica organica e Bio-organica (abbinata ad una classe del biennio) garantisce anch’essa la continuità didattica nell’insegnamento di tale disciplina nel triennio, riconoscendone la “natura” ed importanza tutta particolare, non fosse altro che per la vastissima gamma dei materiali che possono, alla luce dei suoi principi, essere ideati, sintetizzati ed impiegati in tutti i campi dell’industria.
L’estrema versalità della materia consente applicabilità dell’area di progetto soprattutto se si rispetta la naturale evoluzione dello studio della Chimica organica verso il settore microbiologico e biochimico.
Si desidera, a tale proposito, ricordare che la Bio-organica delle fermentazioni è l’unica materia di sviluppo ed approfondimento dei temi riguardanti il settore chimico e biomedico, che difficilmente vengono affrontati nelle altre discipline di indirizzo, per non parlare del settore alimentare e di quello delle tecniche di bioconversione, la cui sempre più vasta diffusione ed applicabilità sono innegabili.
AREA DI PROGETTO
Il principio della unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale trova una sua esplicita e specifica affermazione anche nella attuazione di un’area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione fra docenti di alcune o di tutte le discipline.
L’area di progetto rappresenta un elemento significativo, anche se non l’unico, per una riorganizzazione della didattica, sviluppando negli allievi capacità di rielaborazione ed inquadramento di nuove conoscenze, stimolando l’acquisizione di metodi di ricerca che non si fondano esclusivamente sul possesso di procedimenti applicativi strutturati e consolidati. In particolare, il metodo dei progetti risponde ad alcune esigenze tipiche della nuova professionalità richiesta al Perito Chimico, quali la capacità di affrontare situazioni complesse, prendere decisioni sulla base di molte variabili, portare a termine un compito senza seguire specifiche e minuziose direttive, ma riuscendo a scegliere consapevolmente i modi e i mezzi più idonei per la risoluzione di un problema. Anche aspetti della personalità non afferenti alla sfera cognitiva, quali la capacità di lavorare in gruppo e, più in generale, di saper svolgere il proprio compito in un corretto sistema di relazioni sociali e di scambi informativi, trovano nel modello progettuale il loro ambito di potenziamento privilegiato.
L’area di progetto è un modello di articolazione curricolare ricavato all’interno del monte ore annuo delle lezioni, che non altera nè il quadro orario nè la composizione delle cattedre e delle classi, che può concretizzarsi essenzialmente a due livelli:
1) un livello disciplinare, volto al rinforzo e alla autonoma gestione di abilità e conoscenze specifiche ; nelle discipline chimiche questo si realizza attraverso il problem-solving in laboratorio ispirato a situazioni reali in stretta correlazione teoria-attività pratica;
2) un livello di ricerca interdisciplinare che affronti un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l’indirizzo.
All’area di progetto sarà dedicato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline coinvolte in questa attività.
Da questo 10% sono escluse le ore indicate come attività extrascolastica (visite guidate, stages, campi scuola, ecc...).
L'area di progetto si propone di :
- favorire l'apprendimento di strategie cognitive mirate a comprendere come si formano ed evolvono le conoscenze;
- far cogliere all'alunno le relazioni esistenti tra l'"astratto" e il "concreto";
- sollecitare l'alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di autonomia e creatività;
- promuovere nell'alunno atteggiamenti che favoriscano la socializzazione, il confronto delle idee, la tolleranza verso la critica esterna e l'insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti convincenti;
- favorire il confronto tra la realtà scolastica e le realtà di lavoro, con particolare riferimento a quelle presenti sul territorio.
I problemi dell'area di progetto dovranno tenere conto di diversi aspetti: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico, organizzativo e di documentazione. Tali problemi, significativi rispetto all'area di indirizzo, devono basarsi su un consistente nucleo di attività progettuali ed operative .
L'attività inizierà, nell'ambito della programmazione didattica, con una riunione del Consiglio di Classe dedicata alla definizione preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse dai vari docenti e degli interessi manifestati dagli allievi. Ogni progetto deve essere sottoposto ad analisi di fattibilità per mettere in luce la natura e l'ampiezza delle competenze e delle risorse materiali necessarie alla sua realizzazione. E' importante che questa fase si sviluppi con molto anticipo rispetto all'attuazione del progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.
Nello studio di fattibilità dovranno essere definite:
- le competenze necessarie per affrontare i molteplici aspetti dei progetti;
- i compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti esterni;
- le modalità ed i tempi di attuazione;
- le modalità di verifica e di comunicazione dei risultati.
La realizzazione dell'area di progetto si sviluppa normalmente attraverso alcune fasi che si possono così distinguere:
- analisi della situazione o del problema che il progetto intende affrontare;
- formulazione di ipotesi di lavoro;
- attuazione del progetto;
- verifica e documentazione dei risultati.
Si possono ipotizzare progetti ai quali lavorano intere classi, eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere le classi in più gruppi ciascuno con un proprio progetto. Non si esclude che un progetto possa avere durata pluriennale nè che classi di scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale e la loro ripartizione fra le varie discipline.
Il Preside, su designazione del Consiglio o dei Consigli di Classe, nomina, di volta in volta, un coordinatore di area di progetto.
La valutazione degli studenti relativamente all'attività dell'area di progetto contribuisce alla formulazione dei giudizi periodici e finali, di ciascuna disciplina e complessivi secondo modalità decise dai Consigli di Classe. Di tali giudizi si dovrà tener conto in sede di esami di maturità.
Nei curricoli che comprendono discipline caratterizzate specificatamente da attività progettuali, il già previsto coinvolgimento delle singole materie deve trovare una più incisiva collocazione sulla base delle finalità generali dell'area di progetto qui definita, con particolare riferimento alla programmazione del Consiglio di Classe.
Ipotesi di lavoro per la realizzazione dell’area di progetto.
La chimica sta attraversando un periodo dinamico e di cambiamenti radicali. I paradigmi su cui si basa, fondati sulle tradizionali subdiscipline, vanno integrati per essere applicati ai contesti complessi di cui si fa cenno più avanti a titolo esemplificativo.
L’approccio coordinato fra le discipline può avere un positivo effetto sul sinergismo disciplinare, fondamentale affinchè gli allievi comprendano che le decisioni importanti hanno bisogno di una visione globale e non limitata alla o alle singole discipline.
Gli obiettivi che le ricerche integrate contribuiscono a perseguire, possono essere così delineati:
- la rivalutazione della dimensione estetica ed umana della scienza e della tecnologia; per esempio aprire orizzonti sull’ordine e la bellezza dei diversi sistemi naturali e dei tanti prodotti della tecnologia; scoprire l’ingegnosità della mente umana nel creare modelli, talvolta semplici, al fine di razionalizzare le proprietà di sistemi naturali e nel creare materiali utili;
- fare esperienza del pensiero critico, con la programmazione, con la sintesi e l’analisi;
- offrire l’opportunità per scoprire l’integrità dei dati, l’incertezza della misura e, attraverso questa, comprendere i limiti della scienza e della tecnologia.
Ferma restando l’autonoma responsabilità decisionale degli organi collegiali, si suggeriscono a titolo puramente esemplificativo, alcune aree di intervento:
1) L’ambiente e la sua conservazione: in questo ambito sono di grande attualità tematiche - per altro già approfondite in Istituti che attuano il progetto Deuterio in via sperimentale - relative al monitoraggio ambientale, alla depurazione dei reflui di origine biologica e/o industriale, al riciclaggio dei rifiuti solidi urbani o industriali.
2) I materiali: la nuova frontiera della tecnologia è rappresentata dalla richiesta di materiali aventi caratteristiche tecnologiche sempre più differenziate e specializzate. Lo studio di questo settore, che può andare dai materiali ceramici a quelli metallici, polimerici, ecc., non riguarda solo gli aspetti legati alle sempre più innovate tecnologie, ma anche quelli di protezione e conservazione negli ambiti più diversi , fra i quali spicca per importanza e possibilità di sviluppo quello dell’enorme patrimonio dei beni culturali italiani.
3) Le biotecnologie: la necessità del risparmio energetico e della tutela dell’ambiente impongono la messa a punto di processi a basso contenuto energetico che diano origine ad una limitata quantità di sottoprodotti non utili. Da questo punto di vista le biotecnologie rappresentano la risposta più avanzata che l’industria chimica possa offrire.
Il loro impiego e sviluppo si collega anche ai temi della diagnostica clinica, sempre alla ricerca di test molto specifici, nonchè al settore dell’alimentazione, nel quale le fasi del passaggio produzione-consumo e della conservazione rappresentano il punto critico per lo sfruttamento razionale delle risorse agro-alimentari.
Le attività previste per l’ area di progetto devono tener conto della flessibilità del processo e si possono articolare in:
- lavori di programmazione, verifica periodica e finale da parte dei docenti;
- lavori seminariali con gli allievi (da realizzarsi anche attraverso copresenze) di presentazione e impostazione;
- lavori di gruppo tra allievi utilizzando anche spazi e temi extrascolastici;
- lavoro disciplinare dei docenti coinvolti nel progetto;
- integrazione con il mondo esterno da realizzarsi attraverso conferenze, visite guidate, stages, ricerche bibliografiche.
EDUCAZIONE FISICA
FINALITA'
L'insegnamento di Educazione Fisica si propone le
seguenti finalità:
1. L'acquisizione
del valore della corporeità, attraverso esperienze di attività motorie e
sportive, di espressione e di relazione, in funzione della formazione di una
personalità equilibrata e stabile.
2. Il
consolidamento di una cultura motoria e sportiva quale costume di vita, intesa
anche come capacità di realizzare attività finalizzate e di valutarne i
risultati e di individuarne i nessi pluridisciplinari.
3. Il
raggiungimento del completo sviluppo corporeo e motorio della persona
attraverso l'affinamento della capacità di utilizzare le qualità fisiche e le
funzioni neuro-muscolari.
4. L'approfondimento
operativo e teorico di attività motorie e sportive che, dando spazio anche alle
attitudini e propensioni personali, favorisca l'acquisizione di capacità
trasferibili all'esterno della scuola (lavoro, tempo libero, salute).
5. L'arricchimento
della coscienza sociale attraverso la consapevolezza di sè e l'acquisizione
della capacità critica nei riguardi del linguaggio del corpo e dello sport.
Il
programma di Educazione Fisica del triennio della scuola secondaria di secondo
grado è la prosecuzione e l'evoluzione del programma del biennio precedente.
Esso
rappresenta la conclusione di un percorso che mira al completamento della
strutturazione della persona e della definizione della personalità per un
consapevole inserimento nella società.
Le
finalità indicate, coerenti con quelle generali della scuola, definiscono
l'ambito operativo specifico dell'Educazione Fisica.
Il
ruolo prioritario viene dato all'acquisizione del valore della corporeità che,
punto nodale dell'intervento educativo, è fattore unificante della persona e
quindi di aiuto al superamento dei disagi tipici dell'età giovanile che possono
produrre comportamenti devianti.
Solo
in questo quadro sarà possibile comprendere in modo corretto la valenza delle
altre finalità.
Infatti
esse, nell'ordine, mirano a rendere la persona capace in modo consapevole di
affrontare, analizzare e controllare situazioni problematiche personali e
sociali; di utilizzare pienamente le proprie qualità fisiche e neuro-muscolari;
di raggiungere una plasticità neuronale che consenta di trasferire in
situazioni diverse le capacità acquisite, determinando le condizioni per una
migliore qualità della vita.
L'insegnamento
dell'educazione fisica, inoltre, deve guidare lo studente a comprendere il
ruolo del corpo in ambito sociale, per riconoscerne la valenza sia a livello
personale sia a livello
comunicativo come avviene in campo sportivo e nel linguaggio del corpo.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo
studente, al termine del triennio, deve dimostrare:
1. di
essere consapevole del percorso effettuato per conseguire il miglioramento delle
capacità di:
1.1
compiere attività di resistenza, forza, velocità e articolarità,
1.2
coordinare azioni efficaci in situazioni complesse,
2. di
essere in grado di:
2.1 utilizzare le qualità fisiche e neuro-muscolari in modo adeguato
alle diverse esperienze e ai vari contenuti tecnici,
2.2 applicare operativamente le
conoscenze delle metodiche inerenti al
mantenimento della salute dinamica,
2.3 praticare almeno due degli sport
programmati nei ruoli congeniali alle proprie attitudini e propensioni,
2.4 praticare attività
simbolico-espressive e approfondirne gli aspetti culturali,
2.5 praticare in modo consapevole
attività motorie tipiche
dell'ambiente naturale secondo tecniche appropriate, là dove è possibile,
2.6 organizzare e realizzare
progetti operativi finalizzati,
2.7 mettere in pratica le norme di
comportamento ai fini della prevenzione degli infortuni,
3. di
conoscere:
3.1
le caratteristiche tecnico-tattiche e
metodologiche degli sport praticati,
3.2
i comportamenti efficaci ed adeguati da
adottare in caso di infortuni.
CONTENUTI
1. Attività in situazioni significative in relazione all'età degli alunni, ai loro interessi, agli obiettivi tecnici e ai mezzi disponibili:
1.1 a carico naturale e aggiuntivo;
1.2 di opposizione e resistenza;
1.3 con piccoli e ai grandi attrezzi, codificati e non codificati;
1.4 di controllo tonico e della respirazione;
1.5 con varietà di ampiezza e di ritmo, in condizioni spazio-temporali diversificate;
1.6 di equilibrio, in condizioni dinamiche complesse e di volo.
2. Esercitazioni relative a:
2.1 attività sportive individuali e/o di squadra (almeno due);
2.2 l'organizzazione di attività e di arbitraggio degli sport individuali e di squadra praticati;
2.3 attività tipiche dell'ambiente naturale (ove è possibile);
2.4 attività espressive;
2.5 l'ideazione, progettazione e realizzazione di attività finalizzate;
2.6 l'assistenza diretta e indiretta connessa alle attività
3. Informazione
e conoscenze relative a:
3.1 la teoria del movimento e delle metodologie dell'allenamento riferite alle attività;
3.2 le norme di comportamento per la prevenzione degli infortuni e in caso d'incidente.
Le
attività elencate devono essere organizzate e utilizzate in modo da soddisfare
le esigenze derivanti dalle particolari caratteristiche delle finalità ed
obiettivi del programma.
L'elenco
non prevede la distinzione in attività fondamentali e complementari in quanto la loro scelta può essere
condizionata dalla situazione
ambientale e dai mezzi disponibili.
INDICAZIONI DIDATTICHE
La
fase conclusiva dell'adolescenza e l'inizio della giovinezza sono
caratterizzate da un graduale rallentamento dei processi evolutivi, fino alla
loro stabilizzazione.
Tale
periodo di relativa tranquillità si accompagna normalmente ad un certo
equilibrio psicofisico che favorisce nel giovane manifestazioni motorie più
controllate ed arminiche e lo aiuta a procedere da modelli relazionali di
adesione incondizionata al gruppo verso scelte autonome e più personali.
Inoltre,
essendo questo stadio dello sviluppo caratterizzato anche dal prevalere di
diversità individuali e della differenziazione psicologica e morfo-funzionale
tra i due sessi, dovrà porsi particolare attenzione, in fase di programmazione,
all'adeguamento degli itinerari didattici alle caratterizzazioni individuali.
Gli
obiettivi, solo in quanto sostanziati dalla continua richiesta della
consapevolezza e finalizzazione
dei procedimenti didattici-aspetti che rappresentano l'evoluzione qualitativa
dell'insegnamento dell'educazione fisica per il triennio secondario
superiore-consentono il raggiungimento delle finalità indicate.Essi devono
essere considerati non come frammentazione delle attività e dei processi loro
connessi, ma come traguardi da raggiungere attraverso attività motorie e
sportive compiutamente realizzate e con iniziative di tipo interdisciplinare.
Le
caratteristiche, dunque, delle finalità e degli obiettivi richiedono una
metodologia basata
sull'organizzazione di attività "in situazione", sulla continua indagine e sull'individuazione
e autonoma correzione dell'errore.Tale metodologia consentirà di creare i
presupposti della plasticità neuronale e della trasferibilità delle abilità e
competenze acquisite ad altre situazioni ed ambiti.
Conseguentemente,ciascuna
attività, deve tener conto, nella sua organizzazione e realizzazione, della
necessità di dare spazio ad una serie di varianti operative e al contributo
creativo e di elaborazione che ciascuno degli studenti può apportare.
Al
fine di far conseguire allo studente la capacità di organizzare progetti
autonomi, utilizzabili anche dopo la conclusione degli studi secondari, sono
opportune forme di coinvolgimento attivo dello stesso nelle varie fasi
dell'organizzazione dell'attività dalla progettazione alla realizzazione dei
percorsi operativi e metodologici
da adottare.
L'accertamento
della situazione iniziale dello studente consente di programmare in modo
efficace l'azione educativa e didattica: Tale programmazione deve tener conto
della necessità di riferirsi, per quanto è possibile , ad obiettivi
tassonomizzati ed a contenuti da utilizzare in modo processuale, in vista di
una corretta valutazione finale dell'intero iter educativo.
La
valutazione dello studente deve consentire di apprezzare sia la capacità
esecutiva delle varie attività sia la conoscenza teorica e scientifica della
disciplina e dei processi metodologici utilizzati, mediante verifiche
costituite da prove pratiche, questionari scritti e prove orali.
LINGUA E LETTERE ITALIANE
Nel
quadro delle attività di questo insegnamento l'educazione letteraria assume nel
triennio centralità e prevalenza. Permane tuttavia la necessità di proseguire
anche in questa fascia scolastica, secondo precise linee programmatiche,
obiettivi di consolidamento e avanzamento nel campo delle competenze e delle
conoscenze linguistiche generali.
FINALITA'
Finalità
della disciplina, che emergono specificamente nel triennio, sono:
1. la
consapevolezza della specificità e complessità del fenomeno letterario, come
espressione della civiltà e, in connessione con le altre manifestazioni
artistiche, come forma di conoscenza del reale anche attraverso le vie del
simbolico e dell'immaginario;
2. la
conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresentativi del patrimonio
letterario italiano, considerato nella sua articolata varietà interna, nel suo
storico costituirsi e nelle sue relazioni con altre letterature, soprattutto
europee;
3. la
padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella produzione orali e
scritte, commisurate alla necessità di dominarne anche gli usi complessi e
formali che caratterizzano i livelli avanzati del sapere nei più diversi campi;
4. la
consapevolezza dello spessore storico e culturale della lingua italiana;
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli
obiettivi da perseguire nel triennio si pongono in linea di continuità con
quelli raggiunti nel biennio, rispetto ai quali si caratterizzano per i livelli
di maggiore complessità e di più ampia articolazione riguardo sia allo sviluppo
delle capacità sia all'acquisizione delle conoscenze.
Essi
fanno riferimento a tre settori: analisi e contestualizzazione dei testi;
riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica; competenze e
conoscenze linguistiche. Tale suddivisione non
costituisce ordine di priorità, né per l'importanza né per propedeuticità, in
quanto tutti gli obiettivi sono strettamente connessi tra loro e vanno tenuti
contestualmente presenti nel corso dei tre anni.
L'indicazione
dei traguardi va riferita alla conclusione del percorso triennale. Il loro
raggiungimento sarà graduale, attraverso il variare dei contenuti trattati e
delle attività didattiche proposte.
Analisi
e contestualizzazione dei testi.
Lo
studente dovrà essere in grado di analizzare e interpretare i testi letterari,
dimostrando di saper:
1. condurre
una lettura diretta del testo, come prima forma di interpretazione del suo
significato;
2. collocare
il testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti: le tradizioni dei
codici formali e le "istituzioni letterarie"; altre opere dello
stesso o di altri autori, coevi o di altre epoche; altre espressioni artistiche
e culturali; il più generale contesto storico del tempo;
3. mettere
in rapporto il testo con le proprie esperienze e la propria sensibilità e
formulare un proprio motivato giudizio critico.
Riflessione
sulla letteratura e sua prospettiva storica.
Lo
studente dovrà dimostrare di:
4. riconoscere,
in una generale tipologia dei testi, i caratteri specifici del testo letterario
e la sua fondamentale polisemia, che lo rende oggetto di molteplici ipotesi
interpretative e di continue riproposte nel tempo;
5. riconoscere
gli elementi che, nelle diverse realtà storiche, entrano in relazione a
determinare il fenomeno letterario;
6. conoscere
ed utilizzare i metodi e gli strumenti fondamentali per l'interpretazione delle
opere letterarie;
7. saper
cogliere, attraverso la conoscenza degli autori e dei testi più rappresentativi, le linee fondamentali della
prospettiva storica nelle tradizioni letterarie italiane.
Competenze e conoscenze linguistiche.
Lo
studente dovrà essere in grado di:
8. eseguire
il discorso orale in forma grammaticalmente corretta, prosodicamente efficace e
priva di stereotipi;
9. affrontare,
come lettore autonomo e consapevole, testi di vario genere, utilizzando le diverse tecniche di lettura
(esplorativa, estensiva, di studio) in relazione ai diversi scopi per cui si
legge;
10. produrre testi scritti di
diverso tipo, rispondenti alle diverse funzioni, disponendo di adeguate
tecniche compositive e sapendo padroneggiare anche il registro formale e i
linguaggi specifici;
11. saper oggettivare e
descrivere le strutture della lingua e i fenomeni linguistici, mettendoli in
rapporto anche con i processi culturali e storici della realtà italiana, con le
altre tradizioni linguistiche e culturali
e con gli aspetti generali della civiltà odierna.
CONTENUTI [3
ore]
I contenuti della disciplina sono individuati su due versanti - letterario e linguistico - distinti solo per chiarezza espositiva, in quanto esiste tra essi, in molte fasi dell'operare didattico, una stretta connessione.
A. Versante
letterario.
Oggetto dello studio letterario è il patrimonio della letteratura italiana, nella visione e cognizione che di esso ci offrono la ricerca scientifica e il dibattito critico più aggiornati.
Sono
contenuti di apprendimento sia la conoscenza di autori e opere, sia più
generali conoscenze relative al fenomeno letterario nel suo storico costituirsi
e all'attività critica che lo affianca.
1. Autori e
opere
La vastità del patrimonio letterario italiano e la pluralità e l'ampiezza degli obiettivi e di conoscenza connessi con lo studio di esso impongono che si dia ordine e dimensione ai contenuti. Tra questi è indispensabile compiere delle scelte, le quali devono in ogni caso rispondere a criteri di importanza e di organicità e richiedono perciò la costruzione di percorsi di studio.
Tale costruzione è affidata alla programmazione del docente, il quale trova spazi di libertà nell'organizzare il disegno complessivo, nel dosare le preferenze per temi e filoni della produzione letteraria e nell'individuare in dettaglio gli autori e i testi sui quali si fonda il proprio progetto. In tale disegno devono comunque trovare posto i testi fondamentali della nostra letteratura, i quali costituiscono un patrimonio consolidato di cui va assicurata la conoscenza nelle nuove generazioni. Accanto ad essi, altri testi, di autori italiani e stranieri, dovranno essere presenti per dare consistenza e sviluppo agli itinerari prescelti.
Per le epoche fino all'inizio del Novecento i percorsi devono comprendere opere - da leggere per parti significative e dove possibile per intero - di Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Guicciardini, Ariosto, Tasso, Galilei, Goldoni, Alfieri, Parini, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D'Annunzio, Verga, Pirandello, Svevo.
Alla Divina Commedia, per il suo valore fondante nella tradizione letteraria italiana, e per la sua influenza sull'intera cultura occidentale, va assicurata una presenza rilevante nel corso di tutto il triennio. Nel primo anno deve compiersi lo studio di una congrua e organica scelta di canti, tratti dall'intera opera e da leggersi integralmente. La lettura del poema dovrà essere ripresa e arricchita negli anni successivi all'interno dei percorsi programmati. Complessivamente dovranno essere letti non meno di venti canti.
Per l'epoca successiva all'inizio del Novecento, alla quale bisogna riservare pari attenzione, non vengono specificati nomi e filoni della nostra letteratura, ma devono essere prese in considerazione, sempre mediante una conoscenza diretta dei testi, le espressioni salienti ed altre che con esse meglio documentano le profonde e varie tendenze innovative, in particolare la ricerca di nuovi linguaggi poetici e di nuove tipologie narrative e teatrali.
Nel
complesso delle attività di studio si colloca anche la lettura individuale, da
parte dello studente, di opere intere. A tal fine lo studente sceglierà per ciascun
anno tre opere in una lista, predisposta dal docente, che comprenda testi di
narrativa, poesia, teatro, saggistica, a preferenza di autori moderni, con
significativa presenza di quelli stranieri.
2. Conoscenze
generali e inquadramento storico.
Sono contenuti della riflessione sulla letteratura le conoscenze relative:
- ai concetti di "testo, "tipologia dei testi" e "testo letterario";
- alle "istituzioni letterarie": procedimenti retorici, forme e tradizioni metriche, "generi" e codici formali;
- alle relazioni tra la produzione letteraria e la società: centri di produzione e diffusione, circuiti sociali, modalità di trasmissione e ricezione;
- all'attività critica che affianca la creazione letteraria e ne condiziona la fortuna: poetiche e teoriche estetiche, saggistica critica e storiografia (con i suoi canoni, le sue periodizzazioni e le categorie operative, quali i concetti di "Umanesimo", "Rinascimento", "Età Barocca", "Illuminismo", "Romanticismo", "Verismo", ecc.);
- ai rapporti tra la letteratura e le altre manifestazioni artistiche: arti figurative, architettura, musica, spettacolo e in particolare, per l'epoca più recente, cinematografia e radiotelevisione.
Tali conoscenze sono direttamente implicate nelle operazioni di lettura dei testi o costituiscono elementi essenziali per giungere alle necessarie ricomposizioni delle esperienze di lettura in quadri storici complessivi.
Allo
scopo di orientare nell'ordinamento della materia e di assicurare un procedere
sufficientemente omogeneo dei corsi nell'ambito nazionale, si richiede che
l'assetto generale dell'insegnamento rifletta nell'insieme le seguenti
scansioni temporali.
Terzo Anno
dalle origini alla fine del Cinquecento;
Quarto Anno
dalla fine del Cinquecento all'unificazione nazionale;
Quinto Anno
dall'unificazione nazionale ad oggi.
B. Versante
linguistico.
Lo sviluppo delle competenze e delle conoscenze linguistiche trova i suoi contenuti nelle seguenti operazioni, che si connettono con le attività di studio e con l'intera tematica proposta dalla disciplina:
- la pratica dell'esposizione orale in forme che raggiungano un buon livello di organicità, di proprietà e di correttezza formale e abituino sia alla sinteticità, sia all'analisi argomentata;
- la pratica estesa e organizzata della lettura, da esercitare nelle sue diverse forme, sia e ampiamente sui testi letterari e di commento ad essi, sia su testi di altra natura che vengano implicati dal progetto dei percorsi di studio:
- la pratica della produzione scritta, da esercitare in forme varie, che abituino ad elaborare testi di diversa funzione e su argomenti di diversa natura e che possono essere così esemplificate:
- schematizzazione per punti e in forma concisa, che mettano in evidenza la struttura di ragionamenti, discorsi, tesi,desumibili da testi scritti ed orali;
- riassunti, entro spazi definiti, di singoli testi e sintesi di dati e concetti da più testi, con corrette citazioni e riferimenti alle fonti;
- commenti a testi che comprendano note esplicative puntuali (linguistiche, formali di contenuto), linee interpretative e giudizi critici;
- componimenti che sviluppino argomentazioni su tema dato, secondo funzioni determinate (informare, dimostrare, persuadere, ecc.) e secondo regole compositive indicate o progettate in proprio;
- elaborazioni creative sulla base di esperienze personali e di cognizioni riferibili ai modelli letterari studiati
- acquisizione di dati essenziali sulle vicende linguistiche italiane messe in rapporto con i fatti culturali e storici, con particolare attenzione per la "questione della lingua", strettamente intrecciata nei secoli alla problematica letteraria, e per la comunicazione nella società dell'Italia contemporanea.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Per
l'attuazione dell'insegnamento della disciplina sono fortemente chiamate in
causa la professionalità e la responsabilità del docente, il quale in sede di
programmazione deve realizzare il proprio progetto di studio della materia.
Sul
versante letterario, in vista degli obiettivi stabiliti e dei vincoli posti sui
contenuti, si rende necessario individuare e seguire dei
"percorsi" di studio.
Rispetto
alla prassi, assai diffusa, di seguire l'avanzare dell'intero fronte della
produzione letteraria secondo una lenta e rigida cronologia discendente, per
innestare via via su di essa la lettura dei testi, il criterio dei percorsi
consente infatti di:
- giungere
a un più immediato accostamento ai testi;
- istituire
più significativi e puntali collegamenti con altre letterature, straniere e con altri ambiti disciplinari.
Ogni
percorso può porre al centro un momento particolarmente significativo di un
determinato tema di studio e ricollegare momenti precedenti e successivi,
mettendo in evidenza aspetti di continuità, fratture e riprese e spesso
anticipando anche la conoscenza di epoche più vicine al lettore.
La
costruzione dei percorsi può essere guidata dal criterio di seguire sviluppi
formali o tematici o storico-culturali. A titolo puramente indicativo se ne
danno qui alcuni esempi.
Un
percorso di studio sulle forme potrà riguardare la tradizione della lirica, e
potrà porre al centro Petrarca e collegare da una parte la lirica trobadorica e
stilnovistica e dall'altra il petrarchismo cinquecentesco.
Un
percorso di tipo tematico può essere costruito sul topos del viaggio
nell'oltretomba. In tal caso il percorso può investire in modo significativo ,
ma non esaustivo, la Divina Commedia e correlare ad essa altri testi delle
culture classica, biblica, medievale, con aperture anche ad autori di epoche
successive e con accostamenti alle espressioni iconografiche.
Un
percorso di tipo storico-culturale può riguardare la situazione della
letteratura italiana nel secondo dopoguerra (anni '50 e '60). Saranno presi in
considerazione testi letterari italiani e stranieri di prosa e di poesia e ad
essi saranno affiancate testimonianze del mondo editoriale e delle
comunicazioni di massa, documentazioni relative al cinema e alle arti
figurative e più in generale alla situazione culturale e sociale del tempo.
L'esigenza
di più ampio movimento, oltre le scansioni annuali del programma, può essere
soddisfatta da percorsi di studio di sviluppo biennale o anche triennale.
L'organizzazione
dello studio per percorsi deve in ogni caso consentire di:
- far
compiere un'esperienza concreta del fenomeno letterario, attraverso la
conoscenza diretta di un'ampia varietà di opere significative, appartenenti a
generi e ad epoche diversi, e un'adeguata riflessione sulle problematiche della
letteratura ;
- far
pervenire a una visione complessiva delle tradizioni letterarie italiane nel
quadro dei processi storico-culturali della nostra società e, per sommi tratti,
di quella europea.
Si richiama l'attenzione sulla centralità delle operazioni di lettura diretta dei testi. Per i testi su cui si compirà una lettura antologica, la scelta, all'interno dell'opera intera, dovrà investire unità testuali che consentano di cogliere aspetti significativi dell'opera e di correlarla al sistema letterario e al contesto culturale.
Per
il versante linguistico, si segnala che tutte le attività connesse con lo
studio letterario e che da questo possono scaturire danno continue occasioni
per esercitare le capacità linguistiche degli alunni e per ampliare le loro
conoscenze sulla lingua, con osservazioni sia sull'uso sia sulla dimensione
storica di essa. Ma tale esercizio e tale ampliamento di conoscenze richiedono
di essere condotti e seguiti con istruzioni e interventi specifici di cui
occorre tener conto nella programmazione.
Le
esperienze di lettura compiute nell'ambito di questa disciplina, per quanto
debbano essere affiancate e integrate dalle letture compiute in altri
ambiti disciplinari, costituiscono pur sempre il fondamento principale per
la formazione di un lettore autonomo e consapevole, capace di riflettere sulla
forma del testo.
E'
altresì obiettivo fondamentale che nel corso del triennio l'alunno giunga a
padroneggiare, nei termini indicati nei paragrafi precedenti, la produzione
scritta, la quale peraltro si lega strettamente, come è noto, alle altre forme
di pratica della lingua.
Si
sottolinea che il tipico "tema", componimento di più ampio respiro,
indicato nella lista delle forme di produzione scritta, richiede particolari
istruzioni per la sua preparazione e realizzazione e deve essere comunque affiancato
e integrato dalle altre forme di addestramento, più direttamente connesse alle
utilizzazioni che la scrittura trova nelle attività di studio e di lavoro.
Si
richiama altresì l'attenzione sul fatto che lo sviluppo delle capacità di
esposizione orale richiede uno specifico addestramento e che tale pratica non
va quindi confusa con quella dell'"interrogazione" orale come forma
di verifica e occasione di valutazione dell'alunno.
Per
quanto riguarda più precise indicazioni didattiche, la consapevolezza del
progetto da parte dello studente consente di integrare la parte propositiva ed
espositiva del docente (lezione frontale) con interventi più precisi, quali:
- l'addestramento
a un corretto lavoro di analisi e interpretazione;
- la
discussione collettiva con domande che sollecitino il confronto delle
interpretazioni;
- il
laboratorio di analisi attraverso schede guida.
Gli
strumenti didattici tradizionali (libri in adozione o consigliati) vanno
integrati con l'adeguata utilizzazione del patrimonio librario e di altro
genere (audiovisivi, software didattico) a disposizione della scuola e,
all'occorrenza, con riproduzione di documenti originali relativi a specifici
momenti dell'attività di studio.
Si
faciliterà inoltre la frequentazione di biblioteche, archivi, musei e altri
luoghi di ricerca.
Si
segnala l'alto valore educativo dell'apprendimento a memoria dei testi poetici,
allo scopo di dare risalto ai valori fonici e ritmici del testo e per favorire
l'approfondimento interiore del loro significato.
La verifica e la valutazione
Le verifiche dell'apprendimento avvengono fondamentalmente
attraverso forme di produzione orale e scritta.
Sono
forme di verifica orale:
- il
commento orale a un testo dato, secondo istruzioni sul tempo da impiegare e sul
linguaggio appropriato;
- l'esposizione
argomentata, con caratteri di coerenza e consistenza, su argomenti del
programma svolto;
- il
colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia e la capacità
di orientarsi in essa;
- l'interrogazione
per ottenere risposte puntuali su dati di conoscenza.
Sono
forme di verifica scritta:
- il
riassunto secondo parametri di spazi e di tempo;
- test
di comprensione e conoscenza con risposte aperte e chiuse;
- il
commento a un testo dato, secondo istruzioni sullo spazio da occupare e sul
linguaggio appropriato;
- il
componimento che sviluppi argomentazioni con coerenza e completezza. La
valutazione deve tener conto dei seguenti elementi:
- la
conoscenza dei dati;
- la
comprensione del testo;
- la
capacità di argomentazione e rielaborazione personale;
- la
capacità di orientarsi nella discussione sulle problematiche trattate;
- la
capacità di cogliere elementi essenziali di una lettura compiuta o di una
esposizione;
- la capacità di controllo della forma linguistica della propria produzione orale e scritta.
STORIA
FINALITA'
1. Ricostruire la complessità del fatto storico attraverso
l'individuazione di interconnessioni, di rapporti tra particolare e generale,
tra soggetti e contesti.
2. Acquisire
la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti
di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona, ordina e interpreta secondo
modelli e riferimenti ideologici.
3. Consolidare
l'attitudine a problematizzare, a formulare domande, a riferirsi a tempi e
spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive, a inserire in scala
diacronica le conoscenze acquisite in altre aree disciplinari.
4. Riconoscere
e valutare gli usi sociali e politici della storia e della memoria collettiva.
5. Scoprire
la dimensione storica del presente.
6. Affinare
la "sensibilità" alle differenze.
7. Acquisire
consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente è connessa alla
capacità di problemizzare il passato.
Le
finalità del triennio riprendono e sviluppano le finalità del biennio. Esse
descrivono due campi di intervento.
Il
primo riguarda la specificità del lavoro storico e lo statuto epistemologico
della storia, e ad esso fanno riferimento le finalità 1 - 4 sulla complessità
del fatto storico, sul laboratorio delle fonti e dei concetti, sull'uso della
memoria storica.
Il secondo riguarda i bisogni formativi degli studenti, che
vengono individuati nella esigenza della realizzazione di sè e dell'apertura al
mondo e agli altri: la storia aiuta ad apprezzare differenze, a orientarsi nel
mondo. In ciò consiste la scoperta del presente come storia (finalità 5, 6 e
7).
Le
finalità nel loro insieme individuano, inoltre, uno specifico aspetto del
triennio, che consiste nell'attitudine a porre domande, a costruire problemi,
analizzarli, interpretarli e valutarli.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo
studente alla fine del triennio dovrà dimostrare di essere in grado di:
1. utilizzare
conoscenze e competenze acquisite nel corso degli studi per orientarsi nella
molteplicità delle informazioni e per leggere gli interventi;
2. adoperare
concetti e termini storici in rapporto agli specifici contesti
storico-culturali;
3. padroneggiare
gli strumenti concettuali, approntati dalla storiografia, per individuare e
descrivere persistenze e mutamenti, ad esempio: continuità, cesure,
rivoluzione, restaurazione , restaurazione, decadenza, progresso, struttura,
congiuntura, ciclo, tendenza, evento, conflitto, trasformazioni, transizione,
crisi;
4. usare
modelli appropriati per inquadrare, comparare, periodizzare i diversi fenomeni
storici locali, regionali, continentali, planetari;
5. ripercorrere,
nello svolgersi di processi e fatti esemplari, le interazioni tra i soggetti
singoli e collettivi, riconoscere gli interessi in campo, le determinazioni
istituzionali, gli intrecci politici, sociali, culturali, religiosi, di genere
e ambientali;
6. servirsi
degli strumenti fondamentali del lavoro storico: cronologie, tavole sinottiche,
atlanti storici e geografici, manuali, raccolte e riproduzioni di documenti,
bibliografie e opere storiografiche;
7. conoscere
le problematiche essenziali che riguardano la produzione, la raccolta, la
conservazione e la selezione, l'interrogazione, l'interpretazione e la
valutazione delle fonti;
8. possedere
gli elementi fondamentali che danno conto della complessità dell'epoca
studiata, saperli interpretare criticamente e collegare con le opportune
determinazioni fattuali.
Gli
obiettivi del triennio perseguono due scopi. Da una parte proseguono e rinforzano
il lavoro avviato nel biennio; dall'altra marcano il salto qualitativo che deve
caratterizzare lo studio della storia nel triennio.
Gli
obiettivi descrivono campi operativi ristretti, che non esauriscono l'orizzonte
individuato dalle finalità. In particolare al primo gruppo di finalità (1 - 4)
sulla complessità del fatto storico e sul laboratorio, corrispondono gli
obiettivi 2, 3, 4, 6 e 7.
Al
secondo gruppo di finalità (5, 6 e 7), sui bisogni formativi degli allievi
corrispondono gli obiettivi 1, 2, 3, 4, 5. L'obiettivo 8 descrive il livello di
conoscenze che l'allievo deve dimostrare di possedere.
Questi
obiettivi non sono proposti in ordine progressivo di difficoltà, ma vanno
perseguiti in modo differenziato, a seconda degli argomenti di studio.
Ad
esempio: gli obiettivi di laboratorio costituiscono lo scopo principale di un
eventuale lavoro sulle fonti; un itinerario prevalentemente basato su materiale
manualistico si potrà prestare al raggiungimento di obiettivi legati all'uso di
concetti e modelli; nell'analisi di dati di attualità si potrà perseguire il
raggiungimento di diversi obiettivi.
CONTENUTI [2
ore]
Terzo Anno: fino alla metà '600
1. L'Europa
del basso-medioevo: poteri di diritto e poteri di fatto: il rapporto città
campagna e l'organizzazione del territorio.
1.1 Le istituzioni che organizzano il territorio: impero, monarchie, città, feudalità.
1.2 La chiesa: accentramento; teocrazia; potere temporale.
1.3 Le trasformazioni dell'impero, dei regni, degli ambienti urbani. I conflitti. Il fallimento della teocrazia.
2. L'avanzamento e l'arresto delle frontiere interne e esterne della Europa
2.1 Le spinte demografiche e produttive; la ricerca di nuove terre. Verso una nuova articolazione della società: ambiente urbano e rurale.
2.2 Contatti, guerre, scambi: mondo latino, mondo germanico, mondo slavo; il Mediterraneo e l'Italia; Bisanzio; l'Islam; l'Asia mongolica.
2.3 Crisi del XIV secolo: flessione demografica, mutamenti della produzione e dei mercati, tensioni economiche e contrasti sociali.
3. Dall'unitarietà del mondo medioevale alla molteplicità del mondo moderno
3.1 Il processo di differenziazione degli ambiti ecclesiastico e laico; il diritto canonico, il diritto romano, le consuetudini. Il ruolo del laico nel mondo. Nuove forme di religiosità. Ordini mendicanti. Movimenti ereticali.
3.2 Il processo di differenziazione culturale: la cultura cortese e urbana; le università. La distinzione progressiva fra Dio, uomo, natura. Dalla "rinascita" del XII secolo all'umanesimo, ai rinascimenti. Gli strumenti della comunicazione culturale.
3.3 La crisi dell'universalismo politico: nuove dottrine politiche e concetto d'impero. dall'impero "universale" all'impero "dinastico". La crisi del centralismo ecclesiastico: le teorie conciliariste.
4. La
formazione dell'Europa degli stati.
4.1 Stati nazionali e stati regionali. La centralizzazione e il controllo del territorio: burocrazia, fisco, esercito e guerre.
4.2 L'impero asburgico. L'Europa orientale, la vicenda di Bisanzio e l'impero ottomano.
4.3 Guerre di egemonia. Pace come aspirazione morale e paci come strumenti di nuovi equilibri.
5. Conquista di nuove terre, ridefinizione di identità, mutamento di equilibri in Europa.
5.1 Popolazione e risorse. Relazione uomo-natura-tecnica.
5.2 Il controllo dell'oceano Indiano. L'Africa, le Indie, le Americhe. Esploratori, conquistatori, missionari, mercanti. Imperi coloniali.
5.3 Differenze e riconoscimento dell'altro.
5.4 Nuove risorse e nuove
gerarchie economiche e territoriali: Atlantico, Mediterraneo e mare del Nord.
6. Il tempo
delle trasformazioni: religione, cultura, mentalità.
6.1 Le riforme religiose: protagonisti, sviluppi, guerre, differenziazioni, nuovi assetti.
6.2 L'autonomia della politica. Stati e chiese. Gli strumenti del controllo sociale.
6.3 Individualismo e razionalismo: rivoluzione scientifica, nuove culture. La civiltà barocca.
Quarto Anno: metà '600 -
fine'800
1. Governati
e governanti fra partecipazione e concentrazione del potere. Lotte
politico-sociali, dottrine politiche, configurazioni istituzionali. Quadro
europeo e modelli regionali.
1.1 Dai ceti di antico regime alle nuove classi emergenti. La doppia rivoluzione inglese e il parlamentarismo. I sussulti di metà seicento. Repubblica e autogoverno: il caso olandese. Poteri centralizzati e resistenze civili: il "laboratorio" francese.
1.2 Prodromi della teoria
liberale: la rappresentanza politica e la divisione dei poteri. Nascita
dell'opinione pubblica. La riorganizzazione amministrativa.
1.3 Statualità emergenti, periferie dell'Europa e nuovo equilibrio europeo.
2. La
trasformazione sociale. Popolazione, economia, società e territorio fra
"crisi generale" e "nuove frontiere.
2.1 Esplosione demografica, produzione agricola e nuovi rapporti sociali nelle campagne.
2.2 Dal lavoro agricolo all'organizzazione manifatturiera: approvvigionamenti, tecniche d'uso, macchine. Avvio della rivoluzione industriale.
2.3 Energie, risorse, ambiente.
3. Il
problema della rivoluzione come paradigma del cambiamento. Dall'età barocca
alla stagione delle riforme. Europa e America a confronto.
3.1 Rivoluzione culturale: illuminismo, diffusione di nuovi modelli comportamentali. Razionalismo, individualismo, utilitarismo, cosmopolitismo.
3.2 Critica della tradizione e progettualità delle riforme. Dispotismo illuminato.
3.3 La scelta rivoluzionaria: Stati Uniti d'America e Francia.
3.4 La rivoluzione francese in Europa.
4. Nazione
e popolo. Prospettive sociopolitiche e culturali nell'epoca del liberalismo
classico.Borghesie alla prova.
4.1 Cultura romantica, ideali socialisti ed umanitari, pensiero liberale, cattolicesimo e liberalismo. Mete e conquiste costituzionali.
4.2 Dalla rivoluzione francese ai risorgimenti nazionali.
4.3 Il quarantotto.
5. Processi
di integrazione nazionale e costruzioni sovranazionali.
5.1 Questioni politiche e
istituzionali nella formazione dello Stato unitario in Italia.
5.2 Il processo di unificazione tedesca: monarchia, esercito, classi sociali e formazione del mercato nazionale.
5.3 Espansione della "frontiera" e guerra civile americana.
5.4 L'articolarsi del quadro europeo e gli imperi plurinazionali.
6. L'economia
mondiale e la rottura dell'equilibrio europeo.
6.1 La grande depressione: crisi agraria, migrazioni - emigrazioni.
6.2 Protezionismo, militarismo e stato interventista. I caratteri della seconda rivoluzione industriale.
6.3 Internazionalismo socialista: la Comune.
6.4 Imperialismo e colonialismi. Dall'egemonia bismarkiana alla crisi dell'equilibrio europeo.
Quinto Anno: Il novecento
1. Le forme
della società di massa.
1.1 L'andamento demografico.
1.2 Mobilità e questioni sociali: borghesie, classi operaie, gruppi marginali. Il movimento operaio e lo sviluppo dei sindacati. Il socialismo ed il pensiero sociale cattolico. La questione femminile.
1.3 L'organizzazione dei sistemi politici: parlamenti, partiti e riforme elettorali. Comportamenti collettivi, formazione del consenso: scuola, opinione pubblica, legislazione sociale. I movimenti nazionalisti. La crisi di fine secolo in Italia e i caratteri dell'età giolittiana.
1.4 La crisi del positivismo e la ridefinizione dei paradigmi della scienza. Nuove tendenze culturali.
2. La
dissoluzione dell'ordine europeo.
2.1 I segni precursori dell'instabilità: competizioni interstatali e imperialismi, conflitti regionali, ideologie nazionaliste.
2.2 La prima guerra mondiale.
2.3 Le due rivoluzioni russe e il comunismo di guerra. I movimenti di massa in Europa e il fallimento della rivoluzione in occidente. La crisi dello Stato liberale in Italia.
2.4 I trattati di pace e la nuova mappa geopolitica mondiale. I movimenti di liberazione nel Terzo mondo e il nodo del Medio Oriente. Le relazioni internazionali e la Società delle Nazioni.
2.5 La fabbrica del consenso: la radio, il cinema e i nuovi modelli della vita privata.
3. Dalla
guerra alla guerra. Strategie e tentativi di controllo della crisi.
3.1 Scenari e attori internazionali della crisi. La frammentazione del mercato mondiale.
3.2 L'emergenza totalitaria: lo stato fascista in Italia, l'ascesa del nazismo in Germania, la diffusione dei regimi autoritari in Asia e in America latina.
3.3 La sfida dell'Unione Sovietica e il socialismo in un paese solo; l'industrializzazione forzata e le basi sociali dello stalinismo; il partito-Stato e il mosaico delle nazionalità.
3.4 Crisi economica e risposte delle democrazie occidentali: gli Stati Uniti e il New Deal, le politiche economiche keynesiane in Francia, Gran Bretagna e nei paesi scandinavi.
3.5 L'insicurezza collettiva e l'erosione della pace: i fronti popolari e la guerra civile spagnola. L'espansionismo hitleriano, il riarmo e il fallimento delle diplomazie.
3.6 La seconda guerra mondiale come conflitto totale. Le conseguenze politiche ed economiche.
4. Il mondo
bipolare
4.1 L'ordine delle superpotenze: la conferenza di Yalta e la divisione del pianeta in sfere d'influenza; gli accordi di Bretton Woods e il sistema economico internazionale; la nascita dell'ONU. La fine della "grande alleanza" e la guerra fredda. Il potere atomico e l'equilibrio del terrore.
4.2 I due blocchi tra competizione e distensione: gli USA e la "nuova frontiera" kennedyana; il processo di unificazione europea; la destalinizzazione in URSS; le democrazie popolari dell'est.
4.3 L'Italia repubblicana: istituzioni, sviluppo economico, lotta politica, squilibri sociali.
4.4 L'esplosione della periferia: inflazione demografica e decolonizzazione del Terzo Mondo; India e Cina, due decolonizzazione del terzo Mondo; India e Cina, due rivoluzioni a confronto; la crisi del sud-est asiatico; questione palestinese e conflitti arabo-israeliani; l'emancipazione dell'Africa; dipendenza economica e dittature militari in America latina.
4.5 La Chiesa cattolica e la "svolta" del Concilio vaticano II.
4.6 Il sessantotto.
5. Verso il
nuovo ordine mondiale.
5.1 Le trasformazioni dell'economia e la società post-industriale. Lo squilibrio Nord/Sud e i limiti dello sviluppo. Movimenti demografici e migrazioni internazionali.
5.2 Il sociale ridefinito: soggettività emergenti, movimenti collettivi e istituzioni diffuse; il microsistema della famiglia. Le patologie sociali. Il governo della società complessa.
5.3 Rivoluzione informatica e tecnologica; la diffusione planetaria dei mass media, il confronto tra culture. Scienza e nuovi problemi.
5.4 La "rivoluzione" del 1989: crollo di sistemi, imperialismi e localismi.
5.5 La
geopolitica ridefinita: spinte nazionalistiche e identità nazionali. Comunità
sovranazionali. Fondamentalismi, nuove emarginazioni. Uso delle risorse e
redistribuzione della ricchezza.
INDICAZIONI DIDATTICHE
1. Il pensiero
storico, in quanto metodo e forma di spiegazione euristica della realtà umana e
sociale, è parte costitutiva e integrante del sapere e della cultura
occidentale. La nostra cultura è intimamente storica. In questo senso la storia
può essere riconosciuta come una espressione culturale diffusa e come un
peculiare modello di investigazione della realtà. La pervasività stessa del
pensiero storico consente la sua trasformazione in senso comune storico, su cui
possono innestarsi usi sociali, politici ed ideologici, talvolta impropri,
rispetto ai quali la scuola ha compiti di chiarificazione e di critica.
2. La storia è la
disciplina che studia e indaga le differenze e il mutamento, le strutture, le
permanenze e le continuità; rapporta l'evento al contesto generale specifico;
inserisce il caso particolare in una trama di relazioni, retaggi, opportunità;
considera in un'ottica di complessità soggetti, azioni, comportamenti e valori.
La storia dunque si realizza come operazione di selezione, contestualizzazione,
interpretazione e come disciplina fondata su un metodo rigoroso di indagine sui
fatti, su una tecnica collaudata di ricerca delle relazioni, su una ermeneutica
controllabile ed esplicita. Infine procede alla spiegazione di eventi, processi
e permanenze mediante proprie tecniche di discorso.
3. Finalità
essenziale dell'insegnamento storico è quella di educare gli studenti alla
consapevolezza del metodo storico, per ciò che attiene all'accertamento dei
fatti, all'investigazione, all'utilizzo, all'interpretazione delle fonti,
all'esposizione delle argomentazioni. Ciò avviene non su procedure astratte, ma
in stretta relazione e interdipendenza con i contenuti. L'interazione
metodo/contenuti costituisce l'asse privilegiato della didattica storica. Nel
pieno rispetto di tale interazione, l'insegnante sceglie percorsi didattici,
finalizzati all'acquisizione di obiettivi cognitivi e metodologici,
programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi che utilizzano - a
misura degli studenti - le procedure del metodo storico: formulazione delle
domande, definizione del "nodo problematico", sviluppo delle
dinamiche interne e delle interrelazioni contestuali, accertamento delle
eredità.
4. La
storiografia offre la possibilità di puntualizzare mezzi di indagine e modelli
di interpretazione, e consente il vaglio critico del patrimonio delle
conoscenze acquisite e il loro utilizzo, la possibilità di confronti e di
comparazioni. Essa consente altresì di individuare i punti di vista, i
riferimenti ideologici, la strumentazione teorica e concettuale.
5. La struttura dei
contenuti proposti, composta da
grandi contestualizzazioni e dalla loro articolazione, si incontra con le
modalità di apprendimento proprie del giovane che ha bisogno di
"viaggiare" tra le grandi generalizzazioni e l'esattezza del
concreto. Essa segnala un metro per risolvere la prescrittività dei programmi
di storia, stretti tra la complessità e l'ampiezza dei fatti da esaminare, la
necessità della selezione e il rapporto non episodico con la riflessione
storiografica.
6. I contenuti
individuati riguardano in particolare l'uomo associato in collettività, teso a
realizzare un'esistenza accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle
conoscenze accumulate, inserito in un contesto dato di relazioni, di vincoli,
di rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e rapporto tra uomo,
natura e cultura e tra collettività e sfruttamento delle risorse ambientali; le
forme di governo delle risorse, delle culture, delle società; l'articolazione
delle identità e delle soggettività.
7. Nello stesso
modo in cui lo storico utilizza fonti documentarie che sono oggetto di indagine
da parte di discipline non assimilabili alla storia (geografia, linguistica,
filosofia, economia, psicologia, sociologia, etologia, ecc.) - proponendo così
una ricerca di tipo pluridisciplinare o interdisciplinare -, anche l'insegnante
di storia deve saper utilizzare una strumentazione ermeneutica
pluridisciplinare. Ad essa lo predispone la stessa natura della storia che
mutua, all'occasione, da altre discipline lessico e quadri di riferimento
concettuali.
8. La didattica
storica qui prospettata necessita di una strumentazione di supporto articolata
e accessibile: carte geografiche, tabelle cronologiche e sinottiche, manuali di
storia, testi storiografici, testi documentari, raccolta di fonti, riproduzioni
di documenti, materiale computerizzato ecc.
Così
configurata, questa didattica costituisce un vero e proprio laboratorio di
storia (ove possibile da realizzare anche in una sede apposita), del quale
fanno parte a pieno titolo visite ad archivi pubblici e privati e a musei.
Prove di verifica
A seconda della tipologia dell'unità di studio, cambiano le prove
di verifica. Ad esempio un lavoro di concettualizzazione spazio-temporale
richiede che lo studente dimostri la padronanza di carte geografiche e
cronologiche; un lavoro sulle fonti, che lo studente dimostri di saper
formulare questionari di interrogazione di un documento, o di saper confrontare
più documenti in modo corretto; un lavoro che implichi la lettura dei testi
differenziati (manuali, saggi e articoli divulgativi) richiede che lo studente
dimostri le proprie competenze d'uso di generi testuali diversi; se l'allievo
deve riferire - oralmente o per iscritto - sul proprio lavoro, si richiede la
capacità di pianificare una relazione, di argomentare con proprietà, di
servirsi del lessico specifico, di operare rimandi alle fonti di informazione.
Se l'allievo deve dimostrare di possedere le conoscenze studiate, saranno utili
prove strutturate quali domande vero falso e a risposta multipla, testi a
completamento, ecc.
E'
essenziale, infine, che l'insegnante accerti le competenze, le conoscenze e le
abilità acquisite dagli allievi, mediante prove di ingresso, predisposte in
funzione sia del raccordo col biennio, sia dell'unità di studio prescelta.
Note alla programmazione
Il
programma mette a disposizione del docente un materiale suddiviso e
organizzabile in modo da progettare programmazioni che, oltre a garantire
l'acquisizione delle conoscenze essenziali, rispondano ai bisogni degli
studenti, agli stili di insegnamento, alle disponibilità orarie. Tale
flessibilità permette di caratterizzare l'insegnamento rispetto agli indirizzi
e di costruire occasioni interdisciplinari.
La
struttura dei contenuti proposti è composta da grandi contestualizzazioni,
corrispondenti alle titolazioni di ciascun contenuto (indicate con i numeri),
ciascuna delle quali si articola in un itinerario possibile, (indicato dalla
serie di lettere). Queste articolazioni vanno intese come piste di lettura
utili per la esplicitazione delle contestualizzazioni.
Sono
prescrittivi, per ciascun anno, tutte le contestualizzazioni e non meno di tre
itinerari.
Le
contestualizzazioni sono prescrittive perchè nel loro insieme consentono di
costruire una mappa cognitiva utile per comprendere il periodo storico previsto
nell'anno. E' prescrittivo lo studio di almeno tre itinerari, in modo da
garantire una varietà sufficiente di approcci, e da abituare lo studente al
lavoro di confronto tra fatti e contestualizzazioni.
L'insegnante
potrà costruire, inoltre, uno o più itinerari - sostitutivi di quelli proposti
- combinando in modo coerente e storicamente significativo singoli punti,
tratti dalle diverse articolazioni (contrassegnate dalle lettere), in modo da
percorrere trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun contenuto è
suscettibile ancora di approfondimenti culturali di ricerca anche nella
dimensione storica locale.
Dal
monte ore a disposizione, un terzo potrà essere dedicato allo studio delle
contestualizzazioni; la restante parte - dedicata allo studio degli itinerari -
potrà essere ripartita secondo le esigenze della programmazione.
La
metà del XVII secolo e la fine del XIX separano lo studio nelle tre annualità.
tale periodizzazione non segnala una cesura netta. Infatti, il programma è
costruito con percorsi tematici che possono sovrapporsi cronologicamente e
svilupparsi secondo temporalità proprie.
Il
programma dell'ultimo anno è presentato in forma più analitica. Tale scelta
nasce dall'esigenza di fornire, attraverso conoscenze più ampie e
approfondimenti indispensabili, una piena comprensione del proprio tempo.
LINGUA STRANIERA
FINALITA'
Le
finalità del triennio integrano e ampliano le finalità del biennio e mirano a
potenziare i seguenti aspetti:
1. la
competenza comunicativa per consentire un'adeguata interazione in contesti
diversificati ed una scelta di co da un più ricco
patrimonio linguistico;
2. la
comprensione interculturale, non solo nelle sue manifestazioni quotidiane, ma
estesa a espressioni più complesse della civiltà straniera e agli aspetti più
significativi della sua cultura;
3. la
consapevolezza della matrice comune che lingue e culture appartenenti allo
stesso ceppo conservano attraverso il tempo pur nelle diversità della loro
evoluzione;
4. l'educazione
linguistica che coinvolga la lingua italiana e, ove esistano, altre lingue
straniere moderne o classiche, sia in un rapporto comparativo sistematico, sia
nei processi di fondo che stanno alla base dell'uso e dello studio di ogni
sistema linguistico;
5. la
consapevolezza dei propri processi di apprendimento che permetta la progressiva
acquisizione di autonomia nella scelta e nell'organizzazione delle proprie
attività di studio.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del triennio lo
studente dovrà dimostrare di essere in grado di:
1. comprendere,
in maniera globale o analitica, a seconda della situazione, testi orali
relativi anche al settore specifico dell'indirizzo;
2. sostenere
semplici conversazioni, su argomenti generali e specifici, adeguate al contesto
e alla situazione di comunicazione;
3. produrre
testi orali per descrivere processi o situazioni con chiarezza logica e
precisione lessicale;
4. comprendere
in maniera globale testi scritti di interesse generale e specifici del settore
di specializzazione;
5. comprendere
in modo analitico testi scritti specifici dell'indirizzo;
6. trasporre
in lingua italiana testi scritti di argomento tecnologico;
7. individuare
le strutture e i meccanismi linguistici che operano ai diversi livelli:
pragmatico, testuale, semantico-lessicale e morfosintattico;
8. riconoscere
i generi testuali e, al loro interno, le costanti che li caratterizzano;
9. attivare
modalità di apprendimento autonomo sia nella scelta di materiali e di strumenti
di studio, sia nell'individuazione di strategie idonee a raggiungere gli
obiettivi prefissati.
N.B. Gli obiettivi e i contenuti sono riferiti
alle abilità considerate separatamente. Tuttavia, per sviluppare le abilità, si
prevedono anche attività di tipo integrato.
Per
favorire un apprendimento efficace della lingua straniera è indispensabile
predisporre l'orario in modo che le ore di lezione previste siano sempre
separate.
CONTENUTI [3
ore]
Terzo Anno
Il terzo anno di scuola secondaria superiore è un anno di raccordo. Lo studio della lingua straniera continua sulle linee direttive tracciate per il biennio, tenendo conto della maggiore competenza degli studenti, dei loro interessi culturali, del grado di maturità raggiunto e dell'esigenza di preparazione specifica.
Si devono presentare testi sia orali (a viva voce, registrazioni telefoniche, radiofoniche e televisive), sia scritti. Tali testi, proposti per consolidare e ampliare la competenza linguistica e comunicativa, devono offrire un'ampia varietà di linguaggi e di registri che recuperi la valenza culturale e gli aspetti di civiltà sottesi ai linguaggi stessi. Si includeranno brevi testi letterari rappresentativi dei vari generi mirati soprattutto a far cogliere la distinzione tra prodotti di tipo immaginativo e prodotti di tipo funzionale e a consentire una più completa formazione culturale dello studente.
Verso la fine dell'anno si introdurranno anche testi di carattere divulgativo su problematiche generali connesse con l'indirizzo specifico. I testi saranno finalizzati alla comprensione, alla discussione e alla riflessione sulla lingua; ove possibile, si eseguirà anche un'analisi comparativa con le altre culture e civiltà.
I materiali su cui si basano le attività saranno graduati tenendo presente che la loro difficoltà è costituita soprattutto dall'accumularsi dei seguenti fattori: l'estraneità e la complessità dell' argomento, la densità dell'informazione e la difficoltà linguistica.
1. Comprensione
e produzione orale
I testi per lo sviluppo dell'ascolto devono essere espressi a velocità normale, offrire una varietà di pronunce ed essere rappresentativi di diverse tipologie (narrativi, descrittivi, regolativi ecc.) e dei seguenti generi testuali:
- comunicazioni telefoniche;
- interviste;
- discorsi, lezioni e relazioni;
- tavole rotonde e dibattiti;
- notiziari radiofonici e televisivi;
- annunci pubblicitari.
La produzione orale, mirante a descrivere, narrare, dare istruzioni, esporre ed argomentare, riguarderà i seguenti generi:
- brevi monologhi (anche esposizioni su traccia scritta);
- conversazioni a viva voce e telefoniche;
- discussioni e dibattiti;
- interviste;
- brevi relazioni.
2. Comprensione
e produzione scritta
I testi per lo sviluppo della comprensione scritta saranno rappresentativi dei seguenti generi testuali:
- dépliant e testi pubblicitari;
- articoli da giornali e riviste;
- pagine da testi stranieri, anche disciplinari;
- brevi racconti, poesie e canzoni.
La produzione scritta consisterà in:
- lettere di carattere formale e informale;
- dépliant;
- testi personali, diari;
- appunti, scalette;
- resoconti e brevi relazioni;
- commenti a testi o a attività;
- riassunti e sintesi di testi letti o ascoltati e di filmati.
Per la riflessione sulla lingua si rimanda alla fine dei contenuti del quarto e quinto anno.
Quarto
Anno [3 ore] Quinto
Anno [2 ore]
I contenuti proposti per il 3º anno verranno ripresi ad ampliati, ponendo attenzione ai seguenti punti:
- essi devono costituire il punto di avvio per le attività di comprensione orale e scritta e di produzione orale;
- devono essere motivanti al fine di far emergere più facilmente sia le strategie di comprensione, sia discussioni volte a consolidare la competenza comunicativa;
- i testi scritti saranno prevalenti, in quanto la lettura è l'attività linguistica da privilegiare;
- i testi di interesse generale saranno legati all'attualità socio-culturale;
- gli argomenti dei testi specialistici si raccorderanno a quelli trattati nelle materie tecniche e professionali, mediante collegamenti trasversali;
- le istruzioni per l'uso di hardware o software informatico saranno oggetto di attenzione in tutti gli indirizzi;
- i testi scelti saranno di complessità adeguata sia alle conoscenze tecniche già possedute dagli studenti, sia alla competenza linguistica raggiunta;
- i testi specialistici dovranno favorire la precisione terminologica.
I contenuti verteranno sui seguenti argomenti di carattere generale e tecnico:
- avvenimenti di interesse generale o particolare della classe;
- tematiche di carattere scientifico e tecnologico;
- descrizione di processi tecnologici.
La produzione di testi scritti non costituirà un contenuto di apprendimento specifico, ma sarà funzionale allo sviluppo delle altre abilità e comprenderà appunti, scalette, brevi resoconti.
Si prevede la trasposizione in lingua italiana di testi di argomento tecnologico, con attenzione ai valori comunicativi e alla precisione terminologica.
1. Riflessione
sulla lingua e sulla comunicazione
(valida per tutto il triennio)
La riflessione, che riguarda l'intero sistema della lingua e gli usi linguistici nella comunicazione, riprenderà e approfondirà gli aspetti oggetto di studio del biennio, e precisamente:
- integrazione di diversi codici nella comunicazione: il rapporto tra linguaggi verbali, paraverbali (ritmo, intonazione ecc.) e non verbali (gesti, mimica ecc. per l'orale; numerici, iconici ecc. per lo scritto) in testi e contesti via via più complessi;
- caratteristiche della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato, scritto, forme multimediali;
- varietà della lingua in dimensione sociale (registro), geografica e cronologica (dinamicità della lingua);
- aspetti pragmatici: ruoli sociali, scopi espliciti e impliciti dei parlanti ed effetti del messaggio sui destinatari; strategie comunicative; rapporto tra funzioni comunicative e forme linguistiche;
- testualità: coerenza e meccanismi di coesione, modalità di organizzazione dei diversi tipi e generi testuali;
- lessico e semantica: meccanismi di generazione delle parole, funzione degli affissi ecc.); nozione di campo semantico; denotazione e connotazione; la semantica del verbo (modalità, tempo, aspetto ecc.);
- morfologia
e sintassi: sistemi morfologici (flessioni verbali, nominali ecc.)
e strutture sintattiche (costituenti della frase, ordine delle parole ecc.).
INDICAZIONI DIDATTICHE
Si
confermano, in quanto valide per tutto il corso di studi, le indicazioni
metodologiche proposte nei programmi del biennio.
Le
abilità di comprensione orale si sviluppano su testi di tipologia e argomento
diversi, a forma dialogica o monologica (conversazioni, relazioni, trasmissioni
radiofoniche o televisive di vario tipo ecc.) .Su di essi gli studenti vengono
abituati a compiere le seguenti operazioni:
- anticipare
i contenuti sulla base di alcuni dati e formulare ipotesi;
- cogliere
il significato globale;
- individuare
informazioni specifiche;
- cogliere
le strategie dei parlanti;
- cogliere
l'atteggiamento dei parlanti;
- rivedere
le ipotesi formulate inizialmente al termine dell'ascolto;
- valutare
il contributo dei partecipanti a un dialogo o ad una discussione.
Per
meglio finalizzare l'ascolto, si possono proporre schede e griglie da
completare, presa di appunti e attività su compito definito.
La
produzione orale si favorisce con
attività in coppia o in gruppo (simulazione, role-play ecc.), a partire da
testi ascoltati o letti. Lo studente sarà condotto a mettere in atto diverse
strategie comunicative a seconda del contesto, delle caratteristiche degli
interlocutori, degli scopi ecc.. Tali attività saranno precedute, o
inframmezzate, da momenti di riflessione sulla comunicazione per permettere il
successivo passaggio a una produzione autonoma. Per giungere a questo tipo di
competenza comunicativa, gli studenti dovranno acquisire la capacità di
produrre, in particolare, forme espositive e argomentative.
Tale
competenza verrà agevolata da una vasta gamma di attività quali ad esempio:
- sviluppo
del discorso su note precedentemente prese in fase di ascolto;
- presentazione
di contenuti da diversi punti di vista;
- operazione
di sintesi o di sviluppo dei contenuti;
- sviluppo
di una tesi partendo da ipotesi date.
La
capacità di sostenere una conversazione telefonica assume particolare
rilevanza in ambito aziendale.
Tale capacità viene sviluppata mediante simulazioni a viva voce in classe che
permettono di apprendere le modalità specifiche in uso in questo particolare
tipo di interazione e, successivamente, nel laboratorio linguistico, si possono
introdurre registrazioni di telefonate di diverso grado di complessità che
presentino vari registri linguistici.
Per
quanto riguarda le attività di lettura, si proseguirà nell'utilizzo delle varie
tecniche di lettura a seconda degli scopi (lettura globale, esplorativa,
analitica) applicate a testi i cui contenuti verteranno dapprima su argomenti e
problematiche legate all'attualità e, in seguito, su tematiche più specifiche
dell'indirizzo. Al fine di mettere lo studente in grado di leggere in modo
adeguato testi tratti da giornali, manuali e pubblicazioni specializzate, sarà
utile attivare le seguenti competenze specifiche:
- individuare
gli aspetti iconici e gli indizi discorsivi e tematici presenti nel testo
attivando le conoscenze già possedute dagli allievi;
- porsi
domande sul testo e formulare ipotesi avendo chiaro l'obiettivo della lettura;
- comprenderne
le principali informazioni esplicite;
- effettuare
inferenze in base a informazioni già note o contenute nel testo;
- valutare
l'utilità delle informazioni contenute nei testi.
La
lettura di testi specialistici e di testi letterari può fornire spunti per
attività di produzione orale che assumono la forma di resoconti, dibattiti e
discussioni su problemi, che è opportuno affrontare, ove possibile,
comparandoli con problemi analoghi nel nostro paese.
Considerando
la rilevanza formativa del riassunto, orale e scritto, è opportuno dedicare
spazio a tale attività a diversi livelli, sia come riduzione del testo
originale, sia come rielaborazione del testo d'origine con parole diverse, sia
come trasposizione sintetica di testi letti o ascoltati in italiano.
L'apprendimento delle capacità di sintesi può avere luogo con attività di
gruppo in cui la risposta alla consegna sia, soprattutto nei primi tempi, il
prodotto di una discussione tra i diversi componenti.
Per
rafforzare le abilità di produzione scritta si possono eseguire "esercizi di
traduzione intralinguistica" nell'ambito della stessa varietà linguistica;
si può richiedere, ad esempio la descrizione di una stessa situazione da punti
di vista diversi; il passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto e
viceversa; il cambio di varietà
linguistica, con passaggio dal linguaggio informale a quello formale e
viceversa; l'allargamento o il restringimento di un testo, trasformando ad
esempio una circolare pubblicitaria in un cartellone stradale o viceversa. Si
possono inoltre proporre esercizi di trascodificazione da forma grafica
(tabulati, diagrammi, istogrammi ecc.) in forma linguistica.
Pur
non trascurando la scrittura manipolativa, che favorisce l'acquisizione di
automatismi linguistici, è opportuno proporre attività sempre più autonome e
impegnative per abituare lo studente ad un uso consapevole, personale e
creativo della lingua straniera. Possono
servire allo scopo la scrittura di paragrafi su modelli dati, composizioni su
traccia, composizioni libere ecc..
Nella
quarta e nella quinta classe è necessario stabilire ogni raccordo possibile con
le altre materie, in modo che i contenuti proposti nella lingua straniera, pur
senza perdere la loro specificità, abbiano carattere trasversale nel curricolo.
E' necessario tener presente, comunque, che nessun argomento può essere
presentato nella lingua straniera se non è stato prima concettualmente
assimilato in altri ambiti disciplinari, in quanto ogni "input"
linguistico deve trovare strutture cognitive in grado di recepirlo.
Poiché
nella futura attività di lavoro potrà essere richiesta la traduzione di testi
di quarta e quinta classe,
verranno avviati esercizi di traduzione. Tali attività, che evitano la
traduzione della frase isolata e prevedono invece una chiara contestualizzazione,
sono efficaci per consolidare sia la competenza testuale, sia l'educazione
linguistica. La traduzione non può essere letterale e deve salvaguardare la
precisione dei termini tecnici e l'intenzione comunicativa del testo. In questo
senso essa è da intendersi come aggiuntiva alle abilità di base e non come
metodo per imparare la lingua. E' opportuno che l'uso del dizionario bilingue,
necessario per questa attività, costituisca oggetto di esercitazioni
specifiche.
Poiché
l'autonomia di apprendimento costituisce una finalità primaria nella formazione
dello studente, è opportuno che l'insegnante colga qualsiasi occasione per favorirla, offrendogli sempre
maggiori spazi di decisione e di scelta. A questo fine è utile disporre di
un'ampia varietà di materiali linguistici (possibilmente corredati da strumenti
di autoverifica), favorire l'accesso a media audiovisivi e tecnologici che
rispondano ai diversi stili cognitivi e strutturare attività comunicative
diversificate che coinvolgano lo studente e lo rendano protagonista del suo
apprendimento. In tal modo il docente assume il ruolo di guida e facilitatore
per lo studente, il quale, conscio dell'obiettivo da raggiungere, può
individuare modalità, strumenti e percorsi personali che gli permettano di massimizzare
le sue capacità di apprendere.
La verifica e la valutazione
Prove di comprensione orale e scritta
La
comprensione, globale o analitica, dei generi testuali proposti, potrà essere
verificata, per l'orale e per lo scritto mediante le prove seguenti:
- questionari
a scelta multipla;
- questionari
a risposta breve;
- compilazione
di tabelle, griglie e moduli;
- ricodificazione
di testi in forma grafica (tabelle, diagrammi, diagrammi di flusso, istogrammi
ecc.).
Prove di produzione orale
La produzione orale, che si realizza nella classe per lo più con
attività in coppia o in gruppo, con dibattiti e discussioni, potrà essere
verificata avvalendosi di griglie di osservazione sistematica che permettono di
valutare le prestazioni dei singoli riducendo al minimo gli elementi di
impressionismo e di casualità.
Prove di produzione scritta
La produzione scritta potrà essere verificata mediante:
- brevi
descrizioni o narrazioni;
- brevi
resoconti e commenti a testi o ad attività;
- lettere
formali o informali di carattere personale;
- ricodificazione
da diagrammi o tabelle;
- brevi
composizioni di carattere generale su traccia.
Prove di tipo integrato
Le
attività integrate potranno essere verificate con:
- trasposizione
di conversazioni telefoniche in appunti e successivamente in messaggi
articolati;
- ricostruzione
di un testo da appunti presi;
- compilazione
di moduli;
- dettati;
- test
di tipo "cloze";
- riassunti
a partire da testi orali e scritti, di carattere generale o specifico;
- trasformazione
di testi (cambiando un elemento della comunicazione - tempo, punto di vista,
destinatario, intenzione comunicativa ecc.).
- riassunti
di testi narrativi.
Prove di competenza linguistica
Il
possesso delle singole competenze linguistiche potrà essere verificato
mediante:
- completamento
di frasi o testi sui vari aspetti
linguistici (tempi verbali, connettori testuali ecc.);
- trasformazione
di frasi.
Frequenza delle prove
La valutazione riguarda le varie abilità, singole o integrate, e la competenza linguistica. Pertanto sarà opportuno che ogni prova verifichi più di un'abilità e comprenda tipologie di attività diverse. La classificazione riguarderà per le classi terze sia l'orale sia lo scritto e nelle quarte e quinte solo l’orale, in entrambi i casi, si fonderà su almeno tre verifiche per quadrimestre o due per trimestre.
MATEMATICA
FINALITA'
Nel corso del triennio superiore l'insegnamento della matematica
prosegue ed amplia il processo di preparazione scientifica e culturale dei
giovani già avviato nel biennio; concorre insieme alle altre discipline allo
sviluppo dello spirito critico
alla loro promozione umana e intellettuale.
In
questa fase della vita scolastica lo studio della matematica cura e sviluppa in
particolare:
1. l'acquisizione
di conoscenze a livelli più elevati di astrazione e di formalizzazione;
2. la capacità di
cogliere i caratteri distintivi dei vari linguaggi (storico-naturali, formali, artificiali );
3. la capacità di
utilizzare metodi strumenti e modelli matematici in situazioni diverse;
4. l'attitudine a
riesaminare criticamente e a sistemare logicamente le conoscenze via via
acquisite.
L'insegnamento
della matematica pur collegandosi con gli altri contesti disciplinari per
assumere prospettive ed aspetti specifici conserva la propria autonomia
epistemologica-metodologica.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla
fine del triennio l'alunno dovrà possedere, sotto l'aspetto concettuale, i
contenuti prescrittivi previsti dal programma ed essere in grado di:
1. operare
con il simbolismo matematico riconoscendo le regole sintattiche di trasformazione
di formule;
2. utilizzare
metodi e strumenti di natura probabilistica e inferenziale;
3. affrontare
situazioni problematiche di varia natura avvalendosi di modelli matematici
atti alla loro rappresentazione;
4. costruire
procedure di risoluzione di un problema e, ove sia il caso, tradurle in programmi
per il calcolatore;
5. risolvere
problemi geometrici nel piano per via sintetica o per via analitica;
6. interpretare
intuitivamente situazioni geometriche spaziali;
7. applicare
le regole della logica in campo matematico;
8. riconoscere
il contributo dato dalla matematica allo sviluppo delle scienze sperimentali;
9. comprendere
il rapporto tra scienza e tecnologia ed il valore delle più importanti
applicazioni tecnologiche;
10. inquadrare
storicamente l'evoluzione delle idee matematiche fondamentali.
CONTENUTI
Terzo Anno [4
ore]
1.a Circonferenza, ellisse, parabola, iperbole nel piano cartesiano.
1.b Cambiamento del sistema di coordinate.
1.c Lunghezza della circonferenza e misure angolari.
1.d Teorema del coseno e teorema dei seni. Risoluzione dei triangoli.
2.a L'insieme dei numeri reali e sua completezza.
2.b Potenze a base reale positiva e ad esponente reale.
3.a Disequazioni di II grado. Sistemi di disequazioni.
3.b Logaritmo e sue proprietà. Funzioni esponenziale e logaritmica.
3.c Funzioni circolari e loro inverse. Formule di addizione e principali conseguenze.
3.d Zeri di funzioni.
4.a Statistica descrittiva multivariata: matrice dei dati, tabelle a doppia entrata, distribuzioni statistiche (congiunte, condizionate, marginali).
4.b Regressione e correlazione.
5.a Regole d'interferenza e derivazioni nella logica dei predicati.
6.a Implementazione di algoritmi numerici diretti,iterativi, controllo della precisione.
Quarto Anno [3
ore]
6.a Convergenza di metodi iterativi. Algoritmi ricorsivi. Complessità computazionale di algoritmi definiti in modo iterativo e ricorsivo.
7.a Principio d'induzione. Progressioni aritmetica e geometrica. Successioni numeriche e limite di una successione.
7.b Limite, continuità, derivata di una funzione in una variabile reale.
7.c Teoremi di Rolle, Cauchy, Lagrange, De L'Hopital. Formula di Taylor
7.d Studio e rappresentazione grafica di una funzione.
7.e Il problema della misura: lunghezza, area, volume. Integrale definito.
7.f Funzione primitiva ed integrale indefinito. Teorema fondamentale del calcolo integrale.
Integrazione per sostituzione e per parti.
Quinto Anno [3
ore]
1.a Coordinate cartesiane nello spazio. Equazioni del piano e della retta.
3.a Funzione di più variabili reali.
4.a Valutazioni e definizioni di probabilità in vari contesti.
4.b Variabili aleatorie in una e due dimensioni (casi finiti). Correlazione,indipendenza, formula di Bayes.
4.c Variabili aleatorie discrete: distribuzione binomiale, geometrica, ipergeometrica, di Poisson.
4.d Distribuzioni continue. Distribuzione normale ed errori di misura.
4.e Legge dei grandi numeri (Bernoulli).
4.f Inferenza statistica: stima dei parametri per modelli semplici .
Verifica di ipotesi: applicazioni a semplici problemi in campo industriale.
7.a Serie numeriche.
7.b Equazioni differenziali del I ordine. Equazioni differenziali a coefficienti costanti del II ordine.
COMMENTO AI
SINGOLI TEMI
Tema nº 1 -
Geometria
Gli argomenti di geometria per il triennio sono in stretta connessione con gli argomenti suggeriti per il biennio e completano la formazione dell'alunno dandogli una visione, per quanto possibile, completa della disciplina.
Proseguendo nello studio del metodo cartesiano si definiranno le coniche come luoghi geometrici e se ne scriveranno le equazioni che saranno ottenute con riferimento a sistemi di assi coordinati opportunamente scelti.
Il cambiamento degli assi coordinati consentirà di ampliare lo studio delle curve di secondo ordine.
Lo studio della trigonometria, ridotto all'essenziale, è finalizzato alla risoluzione dei triangoli; esso risponde anche alle necessità proprie delle altre scienze.
Lo studio dei primi elementi di geometria analitica nello spazio non sarà fine a se stesso, ma dovrà servire di supporto sia allo studio degli elementi di analisi che alle applicazioni in campo tecnologico.
Tema nº 2 - Insiemi numerici e strutture
Per definire i numeri reali si potrà fare ricorso alle sezioni di Dedekind o ad altri metodi; in ogni caso la definizione sarà collegata con la proprietà di completezza del loro insieme.
Gli esercizi di applicazione dei concetti di esponenziale e logaritmo saranno limitati ai casi più semplici; per il calcolo del logaritmo di un numero o del numero di dato logaritmo si farà ricorso a strumenti automatici di calcolo.
Lo studio delle funzioni circolari è limitato al teorema della somma e sue immediate conseguenze.
Anche per la determinazione dei valori di tali funzioni ci si avvarrà di strumenti automatici.
Per quanto riguarda le funzioni di due variabili lo studio si limiterà ai casi più semplici, con il ricorso alla rappresentazione sul piano cartesiano mediante curve di livello.
Tema nº 4 - Probabilità e statistica
Gli elementi di calcolo delle probabilità e statistica rispondono all'esigenza di fornire gli strumenti metodologici per effettuare modellizzazioni e analisi di dati nel particolare contesto educativo.
A questo fine è preferibile che la statistica descrittiva preceda il calcolo delle probabilità in quanto necessaria fin dall'inizio per la sintesi e l'interpretazione di dati realtivi a varie situazioni sperimentali.
Inoltre può essere utile per fornire semplici modelli capaci di aprire la problematica concettuale della probabilità.
Per quanto riguarda l'allusione ai vari contesti in cui si determinano queste probabilità ci si può ricondurre ai diversi metodi di valutazione che non saranno presentati come antitetici, potendosi usare di volta in volta quello che appare più aderente al contesto di informazione in cui si sta operando. Andrà particolarmente tenuta presente la valutazione come "grado di fiducia" (valutazione soggettiva) in quanto applicabile a tutti i contesti.
Le semplici distribuzioni di probabilità che saranno trattate sono sufficienti a dare indicazioni non banali sulla problematica di questa parte del calcolo delle probabilità, anche perchè sono potenziamente ricche di applicazioni nel contesto in cui ci si muove.
La legge dei grandi numeri permette di introdurre alcuni esempi significativi di problemi di inferenza.
Il problema degli errori di misura, visto in un contesto sperimentale, permette di introdurre altri esempi centrali di inferenza legati alla stima di parametri e valutazione dell'accuratezza di dati.
La verifica delle ipotesi va introdotta mettendo in luce l'aspetto decisionale, inquadrato nel particolare contesto applicativo in cui si opera.
Gli esempi concreti devono essere alla base di ogni sviluppo teorico proposto.
Tema nº 5 - Logica
La conoscenza delle regole di inferenza nella logica dei predicati conclude lo studio degli elementi di logica fatto nel biennio.
Tema nº 6 - Informatica
Il sottotema " Implementazione di algoritmi numerici diretti ed iterativi, controllo della precisione", si articola sui seguenti argomenti: risoluzione di sistemi lineari (2X2); approssimazioni di soluzioni di equazioni (bisezioni), costruzione di successioni.
Per questi argomenti si può usare in laboratorio, in modo più avanzato, lo stesso ambiente di programmazione conosciuto al biennio.
Tema nº
7 - Analisi infinitesimale
Lo studio delle progressioni è propedeutico a quello delle successioni, per le quali riveste particolare importanza il problema della convergenza.
Questo porta alla nozione di limite e quindi al concetto più generale di limite di una funzione di una variabile reale.
L'introduzione di questo concetto e di quello di derivabilità ed integrabilità sarà accompagnata da un ventaglio quanto più ampio possibile di loro impieghi in ambiti matematici ed extramatematici ed arricchita della presentazione ed illustrazione di opportuni controesempi che serviranno a chiarire i concetti stessi.
L'alunno sarà abituato all'esame di grafici di funzioni algebriche e trascendenti ed alla deduzione di informazioni dello studio di un andamento grafico; appare anche importante fare acquisire una mobilità di passaggio dal grafico di una funzione a quello della sua derivata e di una sua primitiva.
Il problema della misura sarà affrontato con un approccio molto generale, con particolare riferimento al calcolo della lunghezza della circonferenza e dell'area del cerchio, e va inquadrato preferibilmente sotto il profilo storico.
Il concetto di integrale scaturirà poi in modo naturale dalla necessità di dare metodi generali per il calcolo di lunghezze, aree, volumi.
Nell'illustrare i metodi di risoluzione delle equazioni differenziali il docente farà ricorso a problemi non solo matematici, ma anche attinenti alla fisica, all'economia ed alla realtà in genere.
Per quanto riguarda la loro risoluzione si avvarrà , per le più semplici, quali quelle a variabili separabili o a queste facilmente riconducibili, dei metodo tradizionali, per le più complesse dei metodi propri del calcolo numerico.
Si utilizzeranno i metodi del calcolo numerico nella determinazione del valore di una funzione in un dato punto, nella risoluzione di equazioni e di sistemi e nel calcolo integrale, quando l'impiego dei metodi tradizionali risulta di difficile applicazione.
Gli argomenti di analisi numerica riportati sono rappresentativi di problemi risolvibili mediante metodi " costruttivi " che permettono, con una precisione arbitraria ed in un numero finito di passi eseguibili da un calcolatore, la determinazione delle loro soluzioni.
Poiché
i calcolatori operano nel discreto è necessario tenere conto, nell'analizzare i
diversi metodi proposti, del fenomeno della propagazione degli errori.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Nel
ribadire le indicazioni didattiche suggerite nel programma per il biennio, si
insiste sulla opportunità che l'insegnamento sia condotto per problemi;
dall'esame di una data situazione problematica l'alunno sarà portato, prima a
formulare una ipotesi di soluzione, poi a ricercare il procedimento risolutivo,
mediante il ricorso alle conoscenze già acquisite, ed infine ad inserire il
risultato ottenuto in un organico quadro teorico complessivo; un processo in
cui l'appello all'intuizione sarà via via ridotto per dare più spazio
all'astrazione ed alla sistemazione razionale.
Si
ricorda che il termine problema va inteso nella sua accezione più ampia,
riferito cioè anche a questioni interne alla stessa matematica; in questa
ipotesi potrà risultare didatticamente proficuo storicizzare la questione
presentandola come una successione di tentativi portati a livelli di rigore e
di attrazione sempre più spinti
L'insegnamento
per problemi non esclude però che il docente faccia ricorso ad esercizi di tipo
applicativo, sia per consolidare le nozione apprese dagli alunni, sia per fare
acquisire loro una sicura padronanza del calcolo.
E'
comunque opportuno che l'uso dell'elaboratore elettronico sia via via
potenziato utilizzando strumenti e metodi propri dell'informatica nei contesti
matematici che vengono progressivamente sviluppati; mediante la visualizzazione
di processi algoritmici non attuabile con elaborazione manuale, esso consente
anche la verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e rafforza a sua
volta negli alunni l'attitudine all'astrazione ed alla formalizzazione per
altra via conseguita.
Il
docente terrà presenti le connessioni della matematica con le discipline
tecniche dell'indirizzo e darà a ciascun argomento uno sviluppo adeguato alla
sua importanza nel contesto di queste discipline.
L'alunno
sarà così dotato di rigorosi metodi di analisi, di capacità relative alla
modellizzazione di situazioni anche complesse, di abilità connesse con il
trattamento di dati, che lo metteranno in grado di effettuare in ogni occasione
scelte consapevoli e razionali.
Nel
contesto di una ripartizione annuale i contenuti sono raggruppati per
"temi": il docente avrà cura di predisporre il suo itinerario
didattico in modo da mettere in luce analogie e connessioni tra argomenti
appartenenti a temi diversi o i diversi aspetti di uno stesso argomento.
Per
la verifica si confermano i criteri generali suggeriti nel programma per il
biennio: nelle verifiche scritte il docente porrà particolare attenzione agli
aspetti progettuali.
ECONOMIA INDUSTRIALE
ED ELEMENTI DI DIRITTO
FINALITA'
Le
finalità dell’insegnamento consistono in :
- integrare
ed arrichire le conoscenze giuridico-economiche già fornite nel biennio per
guidare il giovane all’interpretazione del funzionamento del sistema economico
industriale;
- affrontare
le dinamiche che caratterizzano la gestione delle imprese sotto il profilo
organizzativo ed economico.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al
termine del corso l’alunno dovrà
essere in grado di:
1. cogliere
la dimensione economica dei problemi;
2. comprendere
le caratteristiche e le modalità di funzionamento del sistema bancario
soprattutto per quanto concerne il funzionamento e i servizi alle imprese;
3. riconoscere
i principali elementi che connotano il funzionamento dei mercati finanziari e
degli scambi internazionali;
4. correlare
gli aspetti giuridici ed economici delle operazioni d’impresa specie riguardo
all’assetto societario, ai più comuni contratti e ai rapporti di
lavoro;
5. individuare
le varie funzioni aziendali, il loro ruolo e la loro interdipendenza;
6. riconoscere
i modelli di organizzazione aziendale descrivendone le caratteristiche e le
problematiche;
7. identificare
le correlazioni fra attività gestionale e ambiente in cui opera l’impresa;
8. identificare
alcune fondamentali condizioni dell’equilibrio aziendale e le necessarie
procedure di controllo;
9. risolvere
problemi connessi con la determinazione e la ripartizione dei costi rispetto a
differenti obiettivi;
10. documentare e comunicare
efficacemente gli esiti del proprio lavoro;
11. comprendere la globalità
delle problematiche produttive, gestionali e commerciali dell’impresa.
CONTENUTI
Classe IV [
2 ore ]
1. Elementi
di Economia politica
1.1 credito e sistema bancario italiano;
1.2 borsa valori;
1.3 commercio internazionale e bilancia dei pagamenti;
1.4 cambio.
2. Elementi
di Diritto
2.1 diritti reali e diritti obbligazionari;
2.2 contratto;
2.3 principali contratti commerciali;
2.4 contratto di lavoro;
2.5 imprenditore e impresa;
2.6 società di persone e di capitale;
2.7 titoli di credito.
Classe V [
2 ore ]
3. L’
azienda
3.1 attività economica ed economia aziendale;
3.2 sistema aziendale e suoi sottosistemi;
3.3 struttura del patrimonio: fonti di finanziamento e forme di investimento;
3.4 struttura del bilancio di esercizio e principali indici di gestione.
4. L’organizzazione
4.1 modelli e strutture organizzative;
4.2 organizzazione del lavoro;
4.3 regolamentazione delle operazioni aziendali;
4.4 sistema informativo;
4.5 coordinamento delle attività;
4.6 comportamento e stile di direzione.
5. L’economicità
della gestione
5.1 concetto e tipologie di costo;
5.2 principio di economicità e calcoli di convenienza economica;
5.3 combinazioni economiche e assetto tecnico delle aziende di produzione;
5.4 controllo della gestione;
5.4.1 finalità e caratteristiche;
5.4.2 pianificazione e programmazione;
5.4.3 determinazione del costo di attività, servizi, prodotti;
5.4.4 budget e analisi degli scostamenti.
INDICAZIONI
DIDATTICHE
Per quanto attiene le linee generali, le indicazioni sono quelle, comuni a tutte le materie, riportate nella premessa. In particolare, l’insegnamento di Economia Industriale e Elementi di Diritto può e deve concorrere a sviluppare le capacità di modellizzare e rappresentare la realtà, di progettare e pianificare, di elaborare strategie per effettuare controlli e scelte.
In specifico, si suggerisce di:
1. partire dall’osservazione diretta dei fenomeni (giuridici, economici, aziendali) per coglierne caratteristiche e processualità che costituiranno la base di successive generalizzazioni e sistematici inquadramenti;
2. ricorrere a casi tratti da realtà aziendali appartenenti al settore studiato nell’indirizzo;
3. sviluppare operatività facendo produrre documenti, svolgere procedure di calcolo, formulare piani;
4. evitare approcci prevalentemente basati su esposizioni teoriche e sulla ripetizione di concetti che verranno invece acquisiti attraverso l’analisi di casi e la sollecitazione di processi induttivi;
5. contribuire alla realizzazione dell’area di progetto ricercando casi appropriati ed integrandosi con gli altri insegnamenti specie per quanto attiene metodi, strumenti e tempi.
Verifica e valutazione
Sebbene questo insegnamento preveda solo la prova orale, si avrà
cura di articolare le verifiche anche con il ricorso a testi strutturati o
semistrutturati che, oltre ad essere abbastanza oggettivi, acccrescono gli
elementi di valutazione senza sottrarre molto tempo all’attività di
apprendimento.
CHIMICA FISICA
FINALITA'
La
Chimica Fisica ha un ruolo primario nella cultura chimica in quanto è
costituita da un insieme di concetti e di principi capaci di spiegare il
comportamento delle sostanze e prevederne le trasformazioni.
Perché
la Chimica Fisica assuma il ruolo di "asse culturale", funzionale
alla formazione di una professionalità chimica di base, nel programma che segue
trovano posto alcuni concetti di chimica generale che, indipendentemente dalle
acquisizioni di biennio, vanno precisati, consolidati e definitivamente
formalizzati.
L'insegnamento di Chimica Fisica si propone essenzialmente di
portare gli allievi a:
1. collegare
le proprietà delle sostanze con la struttura elettronica degli elementi
costitutivi e con la tipologia dei legami che li uniscono;
2. comprendere,
in base a considerazioni teoriche strettamente connesse al calcolo ed alla
elaborazione dei dati sperimentali, le ragioni per cui una reazione chimica, in
determinate condizioni, si svolge secondo un determinato schema;
3. prevedere,
con sufficiente ragionevolezza lo sviluppo più probabile delle reazioni
chimiche;
4. analizzare
i processi chimici di equilibrio sulla base di considerazioni termodinamiche e
cinetiche;
5. individuare
le interconnessioni con le altre discipline dell'area chimica.
OBIETTIVI DIDATTICI
Alla
fine del corso triennale lo studente deve essere in grado di:
1. utilizzare
in chiave esplicativa e previsionale i principali concetti di termodinamica;
2.